Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 10/11/2012 @ 19:14:52, in Notizie, linkato 5932 volte)

Non ha lasciato indifferente il Csi (e ovviamente neanche la redazione di EduCalcio.it) la recente storia della società calcistica San Giovanni di Trieste che ha licenziato sei baby calciatori di 8 anni con una lettera spedita a casa. I bambini ed i rispettivi genitori l'hanno presa molto male perché si è trattato di un vero e proprio licenziamento. Il presidente della società, Spartaco Ventura, ha risposto, "In ogni caso, dopo il 30 giugno di ogni anno, come i bambini sono liberi di cambiare società, anche la società è libera di fare le sue scelte".

È una storia che lascia l’amaro in bocca quella raccontata venerdì 9 novembre da Il corriere della sera. Vi si parla di un gruppo di sei bambini triestini di 8 anni che si sono visti recapitare a casa una bella lettera con cui il presidente della società sportiva di appartenenza comunicava loro di non poterli tesserare per il 2012-2013.

Motivo ufficiale: la necessità di sfoltire il gruppo, per l’impossibilità di seguire tutti i ragazzi già tesserati. I bambini “licenziati”, si leggeva su quotidiano milanese, erano rimasti così male da volere abbandonare lo sport. Aver dovuto leggere una vicenda così sbagliata ha fatto male anche a noi.

Primo errore: un bambino di 8 anni non è un esodato, cui il datore di lavoro comunica per posta, secondo i canoni burocratici, che deve abbandonare il lavoro per inderogabile ristrutturazione aziendale. I bambini quando si vedono spezzare i loro sogni hanno bisogno di spiegazioni, di dialogo, di umana attenzione, di affetto e di consolazione. Niente che si trovi in una lettera circolare. Quel presidente poteva almeno parlare con loro.

Secondo errore: per i bambini e i ragazzi il gioco è un diritto umano sacrosanto, riconosciuto dalle massime autorità sovranazionali. Mettendo alla porta i piccoli tesserati, quella società sportiva ha violato, oltre al buon senso, un diritto stabilito in una convenzione recepita dallo Stato italiano.

Terzo errore: i club del calcio professionistico non possono mettere alla porta i giocatori sovrannumero, e se si azzardano a provarci vengono puniti di brutto secondo le norme sportive vigenti. Possibile, invece, che i diritti dei bambini che fanno sport ancora oggi non siano garantiti da alcuna norma?

Quarto errore: in una società sportiva bene organizzata e bene motivata 6 ragazzini in più non possono costituire un peso insostenibile. Se ciò accade, o latita l’organizzazione o latita la motivazione. Soprattutto latita il senso di responsabilità.

Quinto errore: non risulta che alcuna istituzione, amministrativa o sportiva, si sia fatta viva con le famiglie di quei sei ragazzi per scusarsi e promettere l’impegno perché non accada mai più. Un silenzio che stona e fa dubitare del futuro. Che senso ha affermare di volere ampliare il bacino dei ragazzi sportivi, se poi di fronte a una società sportiva che “licenzia” sei bambini e espone il cartello virtuale “Andate altrove. Siamo al completo”, nessuno accerta, nessuno si indigna, nessuno interviene?

 
Di Admin (del 26/05/2012 @ 11:51:28, in Notizie, linkato 1266 volte)
Domenica 1 aprile 2012 alle ore 15 nella piazzetta centrale di Oriocenter si terrà la presentazione ufficiale del libro "I ragazzi del calcio bergamasco" 2012, l'annuario che raccoglie tutte le società di calcio giovanile della provincia di Bergamo con le rispettive squadre iscritte ai campionati FIGC e CSI.

L'idea di un team di giovani bergamaschi appassionati di calcio giovanile, è quella di valorizzare e dare spazio a un movimento calcistico giovanile che non ha eguali in Italia per proporzioni, così come il centro commerciale di Orio al Serio dove si presenterà l'opera.

Dopo i saluti istituzionali e la conferenza stampa di presentazione seguiranno attività e sorprese che coinvolgeranno in modo divertente bambini e ragazzi fino all'orario di chiusura dello Shopping Center più grande d'Italia.

Potete trovare maggiori informazioni e del materiale anche su www.calciobg.it o sulla nostra pagina FB.
 
Di Admin (del 09/09/2009 @ 10:04:01, in Notizie, linkato 1924 volte)
Mino Favini, responsabile del settore giovanile dell'Atalanta e grande esperto di vivai, è da tempo impegnato in una campagna contro la fuga all'estero dei ragazzi più promettenti: "I club italiani sono indifesi, serve un accordo tra le federazioni nazionali"
 
MEDA (Mi), 9 giugno 2009 - Se il salvagente è bucato, sopravvivere a un naufragio diventa più difficile. E se una medicina è guasta o scaduta, non curerà nessuna malattia. Il calcio italiano naufraga, è malato, ma non fa nulla per aiutarsi a guarire, perso nelle sue contraddizioni: vorrebbe puntare sui giovani per sopperire all’esodo delle sue stelle, ma non protegge i vivai dalla fuga dei talenti.
 
Macheda e gli altri — Kakà è del Real Madrid, Ibrahimovic conta di raggiungerlo in Spagna al più presto, gli ultimi super-campioni rimasti in Serie A fanno le valigie. Inevitabile, dicono quelli che si intendono di economia applicata al pallone: all’estero i campionati sono un business che funziona meglio, quindi i fuoriclasse accorrono in massa. La ricetta per ripartire? Tutti concordi: valorizzare i prodotti di casa nostra, perché la scuola calcistica italiana è ancora in grado di creare giocatori di qualità. Poi, però, un sabato pomeriggio come tanti altri ci si accorge che un certo Federico Macheda, 17enne romano, fa vincere al Manchester Utd una partita decisiva per la conquista della Premier League. Ci si ricorda di Rossi, Lupoli e di tutte le grandi promesse del calcio italiano emigrate in tenerissima età, da Gattuso in poi. E soprattutto ci si rende conto che la fuga dei talenti, "scippati" dai club esteri (soprattutto inglesi), prosegue senza sosta. Sala, Prestia, Trotta, Mannone, Petrucci... Sono nomi che il grande pubblico ancora non conosce, ma pronti a diventare famosi lontano dall'Italia. Sono solo alcuni dei ragazzi che hanno scelto di cercare la fortuna fuori dai confini nazionali.
 
Scelte forzate — "E' ovvio. Si presenta un club inglese, invita un adolescente a visitare la sua splendida Academy, fa offerte economiche ai genitori e il gioco è fatto - dice Mino Favini, storico responsabile del settore giovanile dell'Atalanta e grande esperto della materia -. Il problema è che le società italiane non hanno difese. Esiste la possibilità che i cosiddetti 'giovani di serie' (quelli tesserati presso i club professionistici, n.d.r.) vengano messi sotto contratto a 16 anni per più stagioni, ma è un rischio troppo grosso, perché a quell'età ancora non si sa se il giovane in questione diventerà davvero forte. Una società non può certo offrire un contratto a tutti i ragazzi del vivaio solo per il timore che qualcuno di loro, un giorno, possa essere depredato da qualche club straniero e lì consacrarsi come professionista. Gli accordi poi vanno onorati, rispettati: sarebbe una spesa eccessiva".
 
Le regole fifa — Così, alla fine, i dirigenti delle squadre italiane finiscono per accontentarsi dell'indennizzo che i club stranieri pagano per accaparrarsi il talento su cui hanno posato gli occhi. Una cifra di solito molto modesta, spesso non superiore ai 100mila euro: davvero poca roba, se si pensa che quei giovani calciatori avrebbero potuto completare la loro maturazione in patria, diventare giocatori della Nazionale (come Giuseppe Rossi) ed essere rivenduti per milioni. Ma si tratta di una scelta forzata, anche perché ogni altra forma di tutela per le società italiane, come il "contratto di addestramento tecnico", non ha valore per la Fifa e dunque è inutile a livello internazionale.
 
Il patto — "La cosa più triste e sbagliata è che, in molti casi, i ragazzi vengono contattati dai grandi club esteri ben prima del compimento dei 16 anni - continua Favini -. E' diseducativo e non fa bene alla loro crescita. Siamo onesti, anche nel nostro Paese ci sono casi di questo genere, che riguardano soprattutto i giovani calciatori africani. Ma mentre in Italia, in Spagna e in altre nazioni europee il fenomeno è limitato, in Gran Bretagna fanno man bassa senza rispetto di nulla e di nessuno. In materia di giovani, servirebbe un accordo tra le varie federazioni nazionali, una specie di 'patto di non belligeranza'. Perché se aspettiamo che si muovano la Figc e la Lega Calcio a difesa dei nostri vivai, non si concluderà mai niente". E intanto i Macheda scappano.
 
Tratto da Gazzetta dello sport (Stefano Cantalupi)
 
Di Admin (del 11/08/2009 @ 18:42:37, in Notizie, linkato 903 volte)

Il fondo delle nazioni unite per l'infanzia ha redatto una guida alla prevenzione, destinata agli allenatori di calcio e intitolata "Allenare i ragazzi a crescere"

Anche l'Unicef scende in campo contro la violenza nel calcio a livello giovanile. Il problema infatti esiste ed è pure stato certificato. Almeno in Francia, dove è stato effettuato uno studio sulla stagione 2007/08 che prova l’aumento vertiginoso della violenza nel calcio amatoriale. Almeno 12mila partite risultano infatti segnate dalla violenza, verbale o fisica, e nella maggior parte dei casi si tratta di partite di adolescenti (17%), che rappresentano invece l’8,6% della popolazione calcistica. In 121 partite è dovuta intervenire la polizia. Gli arbitri sono sempre nel mirino. L'Unicef ha così redatto una guida alla prevenzione della violenza destinata specificamente agli allenatori e intitolata "Allenare i ragazzi a crescere": per eliminare le barriere della discriminazione, della segregazione e del razzismo, per riavvicinare le nazioni nei periodi di conglitto e crisi, per unire le comunità di tutto il mondo. L'obiettivo è dunque quello di sensibilizzare gli allenatori a ottimizzare i "momenti di insegnamento" ai giovani, per "fare molto di più che insegnare tecniche, tattiche o regole del gioco". A sostegno dell'iniziativa sono scesi anche giocatori di fama mondiale, da David Beckham a Emmanuel Adebayor, da Dwight Yorke a Thierry Henry, che, attraverso frasi semplici e dirette, fanno capire quanto il calcio possa essere veicolo di valori, di educazione, di cultura. E quanto gli allenatori giochino un ruolo fondamentale in questa direzione.

Tratto dalla Gazzetta dello Sport

 
Di Alessio Franchina (del 02/06/2009 @ 20:36:35, in Notizie, linkato 1561 volte)
Si è tenuta sabato 30 maggio allo stadio “Atleti Azzurri d’Italia” di Bergamo, prima della partita casalinga dell'U.C. Albinoleffe, la finale del Torneo “Winter Cup 2008/09 - 1° Trofeo Acerbis”. Una splendida giornata di sport che ha avuto inizio alle ore 11.30 con la finalina per il terzo e quarto posto tra U.S. Alzanese e U.S. Rovetta. A seguire, alle 12.30, la finalissima per il primo e secondo posto tra Oratorio Albino e Oratorio Peia. Giunta alla sua ottava edizione, la “Winter Cup” è organizzata dall’UC Albinoleffe nell’ambito del progetto “AlbinoLeffe… per crescere insieme”. Il responsabile dell’iniziativa, che si rivolge ai ragazzi nati negli anni 1999, 2000 e 2001, è il segretario del settore giovanile biancoceleste Maurizio Riva, sotto la supervisione del responsabile del vivaio seriano Innocenzo Donina e con la collaborazione di Giambattista Falconi il cui contributo è stato fondamentale per la buona riuscita della manifestazione, che per la prima volta è sponsorizzata dall’azienda Acerbis di Albino. «Il torneo – spiega Riva in un intervista a AcerbisFootball.it – oltre a essere un significativo momento di aggregazione tra le nostre realtà oratoriali persegue anche l’obiettivo di consentire ai ragazzi la pratica dell’attività calcistica al di fuori delle competizioni ufficiali FIGC e CSI, soprattutto durante la sosta invernale. È inoltre una delle iniziative organizzate per mantenere i contatti con gli oratori del territorio, in linea con una precisa politica societaria. Eravamo partiti con quelli della Val Seriana, ma l’obiettivo è quello di coinvolgere anche il resto della provincia, nei limiti delle possibilità organizzative». Cominciata ufficialmente lo scorso 26 febbraio, la Winter Cup, torneo a 7, ha coinvolto 17 oratori per un totale di 24 squadre: oltre alle quattro finaliste (Uso Alzanese, Oratorio Albino, Oratorio Peia e Rovetta San Lorenzo) anche una seconda formazione dell'Oratorio Albino, Uso Alzanese e Oratorio Peia e poi, Oratorio Ardesio, Oratorio Cazzano Sant’Andrea, Oratorio Celadina, Oratorio Clusone, due squadre dell’Oratorio David Nembro, due dell’Oratorio Excelsior, due dell’Oratorio Fiorano, Oratorio Fiorine, Oratorio Gazzaniga, due dell’Oratorio Pradalunga, Oratorio Valle del Luio, Oratorio Valle del Riso e Oratorio Vertova. L'appuntamento dunque alla prossima stagione!

Foto: Paolo Magni e Alessio Franchina

 
Di Admin (del 18/03/2009 @ 15:12:57, in Notizie, linkato 1162 volte)

Si è tenuto nella Sala Teatro dell'Oratorio Don Bosco di Gaeta lo scorso mercoledì 11 marzo un interessante evento organizzato dalla Sezione Arbitri AIA di Formia. L'incontro-dibattito dal titolo “Gli Arbitri e i giovani sportivi”, ha visto la partecipazione di Francesco Randazzo, Direttore del Corso Arbitri della Sezione di Formia, di Gennaro Bruno, Osservatore arbitrale, di una folta delegazione arbitrale, dei locali dirigenti, allenatori e atleti della PGS Don Bosco Gaeta. L'incontro ha visto Randazzo fare una breve presentazione delle attività svolte dalla Sezione Arbitri di Formia, delle principali norme del regolamento calcistico, soffermandosi in maniera particolare sul rapporto calciatori - arbitri e sull'importanza fondamentale di instaurare un clima di massima collaborazione sgombro da preconcetti e diffidenze che purtroppo caratterizzano frequentemente il mondo calcistico. Sullo stesso piano anche il successivo intervento di Giordano che ha inteso rimarcare e spiegare meglio anche il ruolo dell'osservatore arbitrale. Numerosi gli interventi dei ragazzi della PGS e di alcuni allenatori, che hanno dato vita ad un interessante scambio di punti di vista, con richieste di delucidazioni soprattutto sull'interpretazione delle regole del calcio. Per la PGS c'è stato l'intervento del Vice Presidente Antonino Arena che, dopo aver portato i saluti del Presidente D'Amante e del Rettore Don Stefano Castaldi, ha ringraziato la Sezione AIA di Formia per la splendida iniziativa odierna che ha lo scopo fondamentale di avviare quella conoscenza reciproca la cui mancanza si avverte spesso sui campi di calcio. Importante, secondo Arena, è ripetere simili esperienze, soprattutto all'inizio di ogni stagione sportiva, magari proponendola direttamente nelle sedi delle società così come accaduto oggi. Il Direttore Sportivo della PGS Giovanni Galiano ha sollecitato in particolare un maggior dialogo tra dirigenti, allenatori e arbitri, indispensabile sia durante che al termine di ogni gara. Al termine dell'incontro - dibattito, molto gradito soprattutto dai giovani arbitri e giovani calciatori presenti, il Responsabile del corso arbitri Randazzo ha organizzato presso il campo dell'Oratorio Don Bosco, una partita di calcetto tra i giovani arbitri presenti, diretta a turno dagli stessi arbitri presenti, Da segnalare l'importante presenza di tre giovani ragazze-arbitro che si sono particolarmente distinte sia negli arbitraggi che nella partecipazione attiva e qualitativa alla gara stessa. Si è respirato un clima disteso e di grande collaborazione e divertimento: una giornata da incorniciare e ripetere nella consapevolezza che solo attraverso la serenità dei rapporti si può far crescere nel migliore dei modi sia l'arbitro che il calciatore. La PGS ringrazia di cuore la Sezione AIA di Formia per aver voluto inaugurare questo nuovo importante e moderno percorso di dialogo e informazione partendo dalla struttura Oratorio, da sempre in Italia cuore pulsante dell'attività calcistica e sportiva in genere.

 
Di Admin (del 22/10/2008 @ 13:29:13, in Notizie, linkato 1189 volte)
Logo Nell’anno delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi di Pechino la Provincia di Genova, in collaborazione con il PalaDonBosco e con il Patrocinio del C.I.P. (Comitato Italiano Paralimpico) organizza, dal 20 al 26 Ottobre 2008, la quinta edizione della manifestazione provinciale del disabile “Sport e disabilità – Giochiamo Insieme 2008. Verrà riproposta la formula che nelle passate edizioni ha riscosso successo: una settimana di sport durante la quale, tutti i giorni e in diversi impianti della provincia, si svolgeranno eventi, esibizioni e gare realizzate da molteplici realtà sportive e sociali. Molte le discipline proposte: calcio, basket, danza, nuoto, biliardo, golf, ping pong, torball, atletica e hockey. Le strutture ospitanti mettono anche a disposizione servizi di accoglienza e di supporto quali, ad esempio, le visite medico-sportive. Allo sport praticato saranno affiancati momenti d'incontro, approfondimenti e convegni in collaborazione con realtà a vario titolo impegnate nel mondo della disabilità e dei giovani. Durante tutto l’evento sarà possibile seguire i vari incontri e trovare fotografie e informazioni sul sito ufficiale. Gli eventi sportivi si concluderanno Domenica 26 Ottobre con un gran finale: una giornata di festa e sport presso il Centro Sportivo PalaDonBosco di Sampierdarena che ospiterà gli atleti, gli istruttori e gli accompagnatori e, come lo scorso anno, tanto pubblico appassionato di sport.
 
Di Admin (del 29/09/2008 @ 12:20:08, in Notizie, linkato 1782 volte)

Impariamo allo stadio” è il motto del nuovo progetto promosso dall’U.C. Albinoleffe in accordo con il CSI di Bergamo. L’iniziativa è rivolta a tutte le società sportive giovanili della provincia affiliate al Centro Sportivo Italiano e si pone di raggiungere alcuni importanti obiettivi:

  • attivare processi partecipativi di educazione sportiva, attraverso azioni innovative e sperimentali;
  • valorizzare gli elementi educativi e socializzanti dell’esperienza del tifo sportivo, in ambito calcistico, promovendo comportamenti rispettosi degli avversari, delle regole, dei beni comuni;
  • far conoscere lo stadio nei suoi ambienti meno noti: spogliatoi, sale stampa, locali di servizio, ecc... con l’intento di promuovere una cultura dello stadio come luogo di incontro e non di scontro.
Il progetto si compone di 3 fasi:
 
1) La visita guidata dello stadio: dopo una serata preparatoria con allenatori, genitori e dirigenti, nella quale saranno condivisi obiettivi educativi ed esigenze organizzative, i giovani atleti saranno ospiti di AlbinoLeffe per conoscere gli ambienti dello Stadio “Azzurri d’Italia” ed incontrare alcuni giocatori della squadra. Tutte le visite si svolgeranno in orario pomeridiano e sarà predisposto un servizio bus gratuito. Per ogni squadra merenda, gadget e materiale sportivo in omaggio.
2) Partecipazione ad una gara casalinga: presenza delle squadre coinvolte ad una partita casalinga dell’Albinoleffe, in un settore della Tribuna riservata alle squadre CSI che partecipano al Progetto “Impariamo allo Stadio”. Le modalità di partecipazione verranno concordate durante la serata preparatoria con allenatori e genitori.
3) La festa finale: chiusura del progetto nel mese di maggio 2009 con una giornata di festa riservata alle squadre che hanno partecipato al progetto. Premiazione delle squadre che, attraverso alcune iniziative promosse durante l’anno, avranno saputo interpretare nel modo più autentico le finalità dell’iniziativa.

Non ci resta che fare i complimenti all'U.C. AlbinoLeffe e augurare una buona riuscita del progetto! Forza AlbinoLeffe!

 
Di Admin (del 26/05/2008 @ 09:13:50, in Notizie, linkato 1281 volte)
Ieri, domenica 25 maggio 2008, prima della partita Albinoleffe-Rimini, allo Stadio “Atleti Azzurri d’Italia” di Bergamo si sono disputate le finali della seconda edizione del torneo “Blu Farm CUP” organizzato dalla società U.C. Albinoleffe, nell’ambito del Progetto “Albinoleffe e gli Oratori… per crescere insieme”. Grande soddisfazione da parte della società biancoceleste e del suo responsabile per gli Oratori - Sergio Morbi - per la partecipazione e l’entusiasmo delle 24 squadre della provincia. Il primo posto è andato all’Oratorio Albino, dopo una bella e combattuta partita contro l’U.S. Rovetta che si è piazzata al secondo posto: Oratorio Peia e Oratorio Pradalunga, invece, rispettivamente al terzo e al quarto posto. La giornata è poi proseguita con la premiazione di tutte le squadre partecipanti e la consegna dei gadget offerti da Blu Farm.

Pulcini Oratorio Albino - Squadra vincitrice Blu Farm CUP 07/08

 
Di Admin (del 19/04/2008 @ 00:26:08, in Notizie, linkato 1165 volte)

La Polisportiva Oratorio Clusone (BG) ha presentato venerdì 18 aprile 2008, in occasione di un incontro sulla valenza educativa dello sport, il proprio Piano dell’offerta sportivo-educativa, proposto come punto di riferimento per chi partecipa alle attività della Società. In questa occasione è intervenuta la dott.ssa Lucia Castelli, psicopedagogista sportiva del settore giovanile dell’Atalanta Calcio. La stesura di questo documento è frutto di un lungo lavoro di riflessione dei Consigli della Polisportiva e dell'Oratorio di Clusone, anche sulla scorta di sollecitazioni ricevute dalle istituzioni e dal confronto con altre realtà e con esperti in materia.

LEGGI IL POSE della Pol. Orat. Clusone

 
Pagine: 1 2

 

 

Ricerca personalizzata


Titolo
Giusto espellere chi bestemmia in campo?

 Si
 Non so
 No



 

 

 

 

"Devi veramente avere voglia di vincere e credere che puoi farlo. Se invece cadi nella spirale del pensiero negativo, hai già perso"

F. Bruno