Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 08/10/2008 @ 21:48:51, in RecenSito, linkato 534 volte)
AssociazioneAlessandroBini.org è il sito web ufficiale dell'Associazione "Alessandro Bini per la sicurezza nello sport" ONLUS, costituita il 02/03/2008 in seguito alla morte di Alessandro Bini - giovane calciatore di una società sportiva di Roma - avvenuta il 2 febbraio 2008 durante una partita di calcio. Tra gli scopi dell’associazione, nata per volere dei famigliari, troviamo la sensibilizzazione sui temi della sicurezza nello sport, la formazione del personale volontario, la verifica e la consulenza nella messa in sicurezza, a mezzo di personale qualificato, delle strutture sportive. Nel sito, ben organizzato, è possibile trovare tutte le informazioni e scaricare le pagine di ABB focus, il mensile on-line dell’associazione. Oltre alla pagina con gli obiettivi e quella con le indicazione per sostenere le varie iniziative, disponibili anche le ultime notizie (da tutta Italia) riguardanti i temi della sicurezza e della prevenzione. Buona navigazione!
Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Admin (del 01/10/2008 @ 22:34:59, in Varie, linkato 1416 volte)

Il concorso "Un Calcio al Pallone" indetto dalla redazione di EduCalcio.it è stato vinto dal settore giovanile dell’A.C. Gozzano Calcio che ha partecipato con un elaborato scritto da Silvia, una ragazza di 12 anni. Nei prossimi giorni arriveranno alla fortunata squadra degli esordienti le 20 divise (maglia, calzoncini e calzettoni) Acerbis con il nostro sponsor: speriamo di poter pubblicare presto una loro foto!!! Dalla redazione del blog vanno i complimenti a tutti i partecipanti e i ringraziamenti alle società sportive ed ai dirigenti che hanno promosso l'iniziativa.

EduCalcio.it

Il calcio è "condividere" perché...
un buon calciatore deve saper condividere la palla
con i suoi compagni e quindi il gioco e
l'amicizia. Saper condividere il gioco con gli altri
è la miglior strategia per vincere perché si ha il
gioco di squadra.

Il calcio è "amicizia" perché...
un buon giocatore deve saper "usare l'amicizia",
cioè deve essere amico di tutti,
indipendentemente dal colore della divisa, e
questo non sempre è facile; come se stai per
tirare in porta e un avversario si fa male in quel
momento: difficile fermarsi e aiutarlo, ma è
quello che serve per essere un buon giocatore
 
Il calcio è "il meglio" perché...
il calcio è molto diffuso in Italia, e quindi il sogno
di ogni giocatore è diventare un calciatore nella
propria squadra del cuore, ma per fare bene quel
"mestiere", bisogna fare un lungo percorso,
perché è anche importante avere esperienza.
 
Il calcio è "saper convivere"  perché...
un buon giocatore deve saper convivere, perché il
calcio è un gioco di squadra, che si pratica tutti
insieme, e per fare giocare solo una persona,
tanto vale farle fare giochi singoli, come per
esempio l'atletica. Saper convivere è inoltre un
modo per dimostrare ai compagni che li
rispetto.
 
Il calcio è "divertimento" perché...
un buon giocatore deve giocare a calcio con
l'obbiettivo "divertirsi", e non "vincere", perché
è pur sempre un gioco.
 
Il calcio è "onestà" perché...
infine, un buon giocatore deve essere
onesto,deve sapere che bisogna sempre dire la
verità, anche se, a volte, può costare fatica e
magari un goal; ma dopo aver detto la verità
all'arbitro ci si sentirà meglio, perché
si sa di aver giocato una vera e bella partita: si
è molto soddisfatti di sé!!

Esordienti Gozzano Calcio

Articolo (p)Link Commenti Commenti (3)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Admin (del 29/09/2008 @ 12:20:08, in Notizie, linkato 879 volte)

Impariamo allo stadio” è il motto del nuovo progetto promosso dall’U.C. Albinoleffe in accordo con il CSI di Bergamo. L’iniziativa è rivolta a tutte le società sportive giovanili della provincia affiliate al Centro Sportivo Italiano e si pone di raggiungere alcuni importanti obiettivi:

  • attivare processi partecipativi di educazione sportiva, attraverso azioni innovative e sperimentali;
  • valorizzare gli elementi educativi e socializzanti dell’esperienza del tifo sportivo, in ambito calcistico, promovendo comportamenti rispettosi degli avversari, delle regole, dei beni comuni;
  • far conoscere lo stadio nei suoi ambienti meno noti: spogliatoi, sale stampa, locali di servizio, ecc... con l’intento di promuovere una cultura dello stadio come luogo di incontro e non di scontro.
Il progetto si compone di 3 fasi:
 
1) La visita guidata dello stadio: dopo una serata preparatoria con allenatori, genitori e dirigenti, nella quale saranno condivisi obiettivi educativi ed esigenze organizzative, i giovani atleti saranno ospiti di AlbinoLeffe per conoscere gli ambienti dello Stadio “Azzurri d’Italia” ed incontrare alcuni giocatori della squadra. Tutte le visite si svolgeranno in orario pomeridiano e sarà predisposto un servizio bus gratuito. Per ogni squadra merenda, gadget e materiale sportivo in omaggio.
2) Partecipazione ad una gara casalinga: presenza delle squadre coinvolte ad una partita casalinga dell’Albinoleffe, in un settore della Tribuna riservata alle squadre CSI che partecipano al Progetto “Impariamo allo Stadio”. Le modalità di partecipazione verranno concordate durante la serata preparatoria con allenatori e genitori.
3) La festa finale: chiusura del progetto nel mese di maggio 2009 con una giornata di festa riservata alle squadre che hanno partecipato al progetto. Premiazione delle squadre che, attraverso alcune iniziative promosse durante l’anno, avranno saputo interpretare nel modo più autentico le finalità dell’iniziativa.

Non ci resta che fare i complimenti all'U.C. AlbinoLeffe e augurare una buona riuscita del progetto! Forza AlbinoLeffe!

Articolo (p)Link Commenti Commenti (3)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Admin (del 24/09/2008 @ 20:47:39, in EduCalcio, linkato 627 volte)

Massimo Achini - Presidente Nazionale CSIAndrea, 12 anni, l’altra sera si lamentava negli spogliatoi: «Mio padre non mi capisce... Gli ho chiesto di comprarmi il nuovo telefonino e mi ha detto no. Questo che ho non ha nemmeno il Bluetooth». Mentre finiva di cambiarsi per iniziare l’allenamento continuava a borbottare. Quella stessa mattina avevo letto un’inchiesta del “Corriere della Sera” sull’aumento del prezzo dei cereali nel mondo, con la conseguenza che in Africa e Asia migliaia di bambini e ragazzi muoiono letteralmente di fame. L’inchiesta sottolineava che la quantità di cereali oggi prodotta basterebbe a evitare tante di quelle morti, se non fosse che una parte del raccolto mondiale viene distrutto per evitare che i prezzi si abbassino troppo. Proprio così, in Africa e in Asia i bambini muoiono di fame e noi del mondo «civilizzato» preferiamo bruciare il grano per tenere i prezzi alti piuttosto che usarlo per sfamarli. Ci ripensavo, ascoltando Andrea. Sono corso al bar della società sportiva, ho preso quelle pagine del Corriere e sono tornato da Andrea. Lui era già in campo. L’ho raggiunto e gli ho mostrato il giornale: «Vedi, ti lamenti per un telefonino... Lo sai che migliaia di ragazzi come te muoiono di fame? Ci hai mai pensato? Sono persone come te, che non hanno nulla per vivere. Tu sei qui a divertirti e a giocare, eppure riesci a non essere contento. Prova per un solo secondo a metterti nei loro panni...» «Altro che telefonini dell’ultima generazione e Ipod, loro sognano solo una ciotola piena di cereali. Altro che lamentarti perché domenica hai giocato appena dieci minuti, loro sognano un pallone sgonfio, vecchio e malandato con il quale poter fare due tiri agli angoli delle strade...». Ho lasciato Andrea al suo allenamento. Un paio d’ore dopo il suo mister mi ha chiesto: «Che cosa hai detto ad Andrea? Oggi nel fare allenamento era diverso. Non l’ho mai visto così attento e disponibile. Pensa che alla fine, senza che nessuno glielo chiedesse, ha ritirato lui palloni e cinesini. Non l’aveva mai fatto». A volte dobbiamo avere il coraggio di provocare i ragazzi, di scuoterli, di fargli discorsi scomodi. Nascondergli le ingiustizie del mondo non li protegge, tutt’altro. Dobbiamo avere il coraggio di credere in loro e di mettergli davanti i veri valori della vita. Qualche volta serve, qualche volta no. L’importante è continuare pazientemente ad aiutarli a incontrare il vero senso della vita. È il nostro compito di educatori.

Massimo Achini

Articolo (p)Link Commenti Commenti (3)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Admin (del 20/09/2008 @ 17:43:46, in Varie, linkato 978 volte)

ATTENZIONE!!! Lo staff di EduCalcio.it ha deciso di prorogare la scadenza del concorso alle ore 24.00 di Mercoledì 24 Settembre 2008.

Ultimi giorni per partecipare al concorso “Un Calcio al Pallone”! Ricordiamo che tutti i bambini/e e i ragazzi/e dagli 8 ai 12 anni possono inviare il proprio elaborato (disegno, testo, poesia…) entro le ore 24.00 del 20 settembre 24 settembre. Settimana prossima la giuria, formata da insegnanti, educatori, giocatori e allenatori (oltre ai membri della redazione) proclamerà il vincitore, pubblicando l’elaborato sul blog: invieremo poi alla sua società sportiva le mute da calcio Acerbis, sperando di poter pubblicare presto una foto della squadra vincitrice con le divise di EduCalcio! Un GRAZIE a tutti i ragazzi che hanno partecipato al concorso, ai dirigenti delle società sportive che lo hanno promosso e allo staff di FreeTime a Bergamo.

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Admin (del 20/09/2008 @ 13:11:19, in Varie, linkato 585 volte)

Proprio oggi viene inaugurata la web-TV del CSI. Grazie a questo sistema ed al live Video Streaming, la convention di presentazione della stagione sportiva 2008/2009, che si terrà a Milano dalle ore 15.00, sarà trasmessa in diretta su questo sito internet. Un’opportunità in più, veloce e semplice, che inaugura, con il via della prossima stagione sportiva, anche un nuovo canale mediatico per l’associazione. In bocca al lupo a tutto lo staff del CSI per questa nuova sfida digitale!!!

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Alessio Franchina (del 27/08/2008 @ 20:31:23, in EduCalcio, linkato 598 volte)
Le vacanze estive stanno finendo e la ripresa della scuola si avvicina! Anche tutte le attività sportive stanno pian piano riprendendo in vista della nuova stagione. Alcune società durante l’estate hanno organizzato stage o ritiri per le squadre del settore giovanile: questo avrà sicuramente aiutano i ragazzi, oltre che a migliorare tecnicamente, a conoscersi, a stare insieme, a giocare, a divertirsi, a condividere con gli altri alcuni giorni… insomma, a fare squadra! Altre società, purtroppo, si sono dedicate ad altro! Abbiamo ricevuto alcune segnalazioni, che ci hanno lasciato molto dispiaciuti, di situazioni dove a ragazzi dei pulcini o degli esordienti è stato “bloccato il cartellino” o si è cercato di fare di tutto affinché restassero in una determinata società, compreso far promesse ai genitori impossibili da mantenere. Se un ragazzino non si trova bene in un gruppo, deve sentirsi libero di cambiare e deve essere libero di farlo! Troppo spesso si pensa alla squadra che rimarrà senza un attaccante, piuttosto che al bene del bambino. Altre volte il problema sono i genitori che sognano di vedere il proprio figlio diventare un campione di serie A. Questo li porta a spingere il ragazzo a cambiare squadra, pensando che nella nuova società sia più in vista per i vari procuratori di rilievo presenti: riguardo ai genitori e all’esempio che dovrebbero dare quando saranno in tribuna durante le partite di campionato, ci piace ricordare l’articolo “Una lettera per riflettere”. Un'altra cosa di cui ci piacerebbe sentire parlare maggiormente è il terzo tempo: aiuterebbe sicuramente a mettere da parte l’antagonismo sportivo e a far prevalere l’amicizia, non solo tra i bambini (ai quali spesso non deve nemmeno essere ricordato), ma agli adulti presenti. Per ultimo ci preme ricordare che il 20 settembre prossimo scadrà il concorso “Un Calcio al Pallone: abbiamo investito molto in questa iniziativa e speriamo in una grande partecipazione di atleti e società. Non ci resta che salutarvi, augurandovi una buona stagione sportiva e un buon fair play a tutti!
Articolo (p)Link Commenti Commenti (1)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Admin (del 14/08/2008 @ 13:14:16, in Varie, linkato 635 volte)

Prima di avviare i propri bambini ad un'attività sportiva è consigliabile porsi una serie di domande, utili ad evitare gli errori tipici dei genitori in questo campo (la creazione di eccessive aspettative di risultati agonistici e la tendenza ad interferire nella conduzione dell'attività, alimentando illusioni di facili successi, enfatizzando le capacità dei figli e facilitando in questo modo gli abbandoni). Si tratta di semplici spunti di riflessione: aspetti da valutare attentamente prima di compiere una scelta.

  • Quale sport per questo bambino e a quale età iniziare?
  • E' utile o negativo forzare il bambino a fare sport?
  • Chi desidera fare sport? I genitori, la società, gli allenatori o il bambino?
  • Lo sport scelto è adatto per il livello di maturità del bambino?
  • Il bambino approva l'impegno di tempo richiesto e la sottrazione di parte del suo tempo ad altre attività?
  • Il bambino si divertirà, imparerà delle abilità? Imparerà a stare con gli altri?
  • Ne beneficierà la sua salute?
  • Quale sarà l'impatto sulle abitudini familiari (fine settimana, pasti, vacanze)?
  • Cosa sappiamo della validità del programma sportivo e della qualificazione degli istruttori?
  • Allenamenti e partite si svolgeranno in maniera e sicura e sorvegliata?
  • Come vengono scelti gli avversari?
  • Il bambino è maturo per accettare istruzioni, consigli, critiche?
  • Tutti i bambini del gruppo hanno le stesse opportunità?
  • Il bambino è emotivamente preparato ad accettare la vittoria e la sconfitta?
  • Qual è l'impegno economico e di tempo da parte dei genitori e della famiglia?
  • Siamo preparati ad essere i genitori di un vincitore e di uno sconfitto?
  • Come reagiremo se nostro figlio vorrà abbandonare?
  • Potremo svincolarci dall'attività, se lo vorremo?

A cura di Gianfranco Beltrami, specialista in Medicina dello Sport, cardiologia e fisiokinesiterapia riabilitativa. Tratto da Sport a Parma.

Articolo (p)Link Commenti Commenti (1)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Admin (del 23/07/2008 @ 10:27:28, in EduCalcio, linkato 545 volte)

Massimo Achini - Presidente Nazionale CSIDomenica 20 luglio la “Gazzetta dello Sport” ha pubblicato un’intervista al numero uno del CSI, Massimo Achini. Vi si leggono temi variegati, dagli obiettivi prossimi dell’associazione, ai rapporti con le istituzioni e con lo sport professionistico. Riportiamo il testo integrale, pubblicato sulla rosea.

Tra le più antiche associazioni di promozione sportiva del nostro Paese, il Centro sportivo italiano è un ente senza scopo di lucro, fondato sul volontariato, che promuove lo sport come momento di educazione, di crescita, di impegno e di aggregazione sociale. «La strada da percorrere oggi è quella di un forte rinnovamento nella continuità. Progetti impegnativi e ambiziosi contraddistingueranno questo quadriennio – spiega il neopresidente del Csi Massimo Achini – che si svilupperà nel segno del motto “volare alto con i piedi per terra”. Al di là dei risultati riteniamo lo sport uno strumento di educazione. Oggi più che mai si sente la necessità di offrire ai giovani quella formazione e quei valori che trovano nelle discipline sportive la loro esaltazione».
 
A chi si rivolge il Centro sportivo italiano? «Ci occupiamo di tutti gli sport per ogni fascia di età, ponendo massima attenzione a chiunque. Il Csi è un ente di ispirazione cristiana fortemente radicato negli oratori. Pensare a questi luoghi come fucina dei campioni di un tempo, ormai storicamente superati, è un errore: gli oratori costituiscono tuttora il presente e il futuro dello sport, che da qui deve ripartire».
 
Quali sono i principali obiettivi del quadriennio? «È importante valorizzare le società sportive basate sul volontariato e sull’opera di autentici eroi del quotidiano, dirigenti, allenatori e arbitri che dedicano una parte importante del loro tempo a educare i ragazzi. Un punto cruciale riguarda anche la formazione degli allenatori. Oggi sono necessari riconoscimenti per i nostri educatori e un’ulteriore missione è il rilancio dell’attività giovanile. Inoltre, la nostra sfida è quella di aumentare, in un solo anno, del 10 per cento il numero degli iscritti. È un obiettivo ambizioso che sono certo di poter raggiungere grazie ai nostri dirigenti straordinari».
 
Come si pone il Csi nei confronti dello sport professionistico? «I campioni costituiscono un modello. Il mondo professionistico e i ragazzi devono stipulare una nuova alleanza. In questo senso il Csi si è già attivato, come confermano i protocolli di intesa firmati due anni fa con l’Inter e lo scorso anno con il Milan a favore dello sport negli oratori. Il nostro obiettivo è coinvolgere altre società e, oltre al calcio, altre discipline».
 
Come vi rapportate con le istituzioni? «È importante che gli organi istituzionali comprendano il ruolo sociale delle società sportive e prevedano aiuti economici, per l’impiantistica e per i percorsi di formazione. Il governo e il Coni devono riconoscere il lavoro svolto per il Paese e anche in ambito professionistico deve essere chiara l’importanza dello sport di base. Bisogna anche ricordare che nel nostro Paese manca una legge quadro sullo sport. In questo senso contiamo molto sulla grande sensibilità e disponibilità del presidente del Coni Gianni Petrucci e confidiamo di trovare in Parlamento uno schieramento trasversale di appassionati di sport volenterosi di dare forma una legge».
 
Dal presidente Achini arriva anche un sentito grazie a tutte le società sportive CSI, a ciascuno dei loro allenatori, dirigenti, arbitri, capaci di fare mille sacrifici per regalare emozioni ai ragazzi.
Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Roberto Alessio (del 14/07/2008 @ 22:39:08, in EduCalcio, linkato 504 volte)
Se i punti di vista sono diversi - e nella maggior parte dei casi lo saranno - specie in questioni tecniche, si rivela sempre preferibile che l’allenatore non intrattenga discussioni con i genitori che lo “contestano” alla presenza di altri genitori o, peggio ancora, davanti ai ragazzi. Anche se la situazione potrà sembrarci di sfuggire di mano, perché ci sentiamo “trascinati per i capelli” in una discussione anche animata, iniziata sempre nel momento meno opportuno, ad esempio al termine di una gara ricca di tensione emotiva e magari conclusasi con una sconfitta, richiediamo tempo e luogo debito per affrontare tutti gli argomenti. In particolare, pur essendo spesso difficile rimanere tranquilli e distaccati – siamo pur sempre uomini e non robot – discutere, magari animatamente davanti ai ragazzi, non potrà che peggiorare la situazione: in particolare l’adolescente sarà sempre combattuto nel dover scegliere tra coloro che ai suoi occhi sono comunque due miti, il genitore ed il mister. Meglio che entrambi non perdano questo ruolo e che nessuno dei due cerchi di prevaricare l’altro, sostituendosi nell’operato: entrambi possono e devono coesistere, rivelandosi fondamentalmente utili nel contribuire alla crescita del minore che, una inopportuna e sempre differibile discussione, potrebbe compromettere. Attenzione a non cercare di accaparrarsi comunque i favori dell’allievo durante una discussione o cercando di sminuirne il ruolo o l’autorità dell’altro adulto: i valori “affettivi” in gioco sono davvero importanti ed è bene non siano alterati, sminuiti o posti a confronto per un’inutile scelta.
 
Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13

 

 

Ricerca personalizzata


Titolo
Giusto espellere chi bestemmia in campo?

 Si
 Non so
 No



 

 

 

 

"Le regole del calcio sono molto semplici; fondamentalmente si tratta di questo: se si muove calciala. Se non si muove calciala prima che si muova"

Phil Woosnam