Di Admin (del 24/09/2008 @ 20:47:39, in EduCalcio, linkato 1088 volte)
Andrea, 12 anni, l’altra sera si lamentava negli spogliatoi: «Mio padre non mi capisce... Gli ho chiesto di comprarmi il nuovo telefonino e mi ha detto no. Questo che ho non ha nemmeno il Bluetooth». Mentre finiva di cambiarsi per iniziare l’allenamento continuava a borbottare. Quella stessa mattina avevo letto un’inchiesta del “Corriere della Sera” sull’aumento del prezzo dei cereali nel mondo, con la conseguenza che in Africa e Asia migliaia di bambini e ragazzi muoiono letteralmente di fame. L’inchiesta sottolineava che la quantità di cereali oggi prodotta basterebbe a evitare tante di quelle morti, se non fosse che una parte del raccolto mondiale viene distrutto per evitare che i prezzi si abbassino troppo. Proprio così, in Africa e in Asia i bambini muoiono di fame e noi del mondo «civilizzato» preferiamo bruciare il grano per tenere i prezzi alti piuttosto che usarlo per sfamarli. Ci ripensavo, ascoltando Andrea. Sono corso al bar della società sportiva, ho preso quelle pagine del Corriere e sono tornato da Andrea. Lui era già in campo. L’ho raggiunto e gli ho mostrato il giornale: «Vedi, ti lamenti per un telefonino... Lo sai che migliaia di ragazzi come te muoiono di fame? Ci hai mai pensato? Sono persone come te, che non hanno nulla per vivere. Tu sei qui a divertirti e a giocare, eppure riesci a non essere contento. Prova per un solo secondo a metterti nei loro panni...» «Altro che telefonini dell’ultima generazione e Ipod, loro sognano solo una ciotola piena di cereali. Altro che lamentarti perché domenica hai giocato appena dieci minuti, loro sognano un pallone sgonfio, vecchio e malandato con il quale poter fare due tiri agli angoli delle strade...». Ho lasciato Andrea al suo allenamento. Un paio d’ore dopo il suo mister mi ha chiesto: «Che cosa hai detto ad Andrea? Oggi nel fare allenamento era diverso. Non l’ho mai visto così attento e disponibile. Pensa che alla fine, senza che nessuno glielo chiedesse, ha ritirato lui palloni e cinesini. Non l’aveva mai fatto». A volte dobbiamo avere il coraggio di provocare i ragazzi, di scuoterli, di fargli discorsi scomodi. Nascondergli le ingiustizie del mondo non li protegge, tutt’altro. Dobbiamo avere il coraggio di credere in loro e di mettergli davanti i veri valori della vita. Qualche volta serve, qualche volta no. L’importante è continuare pazientemente ad aiutarli a incontrare il vero senso della vita. È il nostro compito di educatori.
Di Admin (del 29/09/2008 @ 12:20:08, in Notizie, linkato 1799 volte)
“Impariamo allo stadio” è il motto del nuovo progetto promosso dall’U.C. Albinoleffe in accordo con il CSI di Bergamo. L’iniziativa è rivolta a tutte le società sportive giovanili della provincia affiliate al Centro Sportivo Italiano e si pone di raggiungere alcuni importanti obiettivi:
attivare processi partecipativi di educazione sportiva, attraverso azioni innovative e sperimentali;
valorizzare gli elementi educativi e socializzanti dell’esperienza del tifo sportivo, in ambito calcistico, promovendo comportamenti rispettosi degli avversari, delle regole, dei beni comuni;
far conoscere lo stadio nei suoi ambienti meno noti: spogliatoi, sale stampa, locali di servizio, ecc... con l’intento di promuovere una cultura dello stadio come luogo di incontro e non di scontro.
Il progetto si compone di 3 fasi:
1) La visita guidata dello stadio: dopo una serata preparatoria con allenatori, genitori e dirigenti, nella quale saranno condivisi obiettivi educativi ed esigenze organizzative, i giovani atleti saranno ospiti di AlbinoLeffe per conoscere gli ambienti dello Stadio “Azzurri d’Italia” ed incontrare alcuni giocatori della squadra. Tutte le visite si svolgeranno in orario pomeridiano e sarà predisposto un servizio bus gratuito. Per ogni squadra merenda, gadget e materiale sportivo in omaggio. 2) Partecipazione ad una gara casalinga: presenza delle squadre coinvolte ad una partita casalinga dell’Albinoleffe, in un settore della Tribuna riservata alle squadre CSI che partecipano al Progetto “Impariamo allo Stadio”. Le modalità di partecipazione verranno concordate durante la serata preparatoria con allenatori e genitori. 3) La festa finale: chiusura del progetto nel mese di maggio 2009 con una giornata di festa riservata alle squadre che hanno partecipato al progetto. Premiazione delle squadre che, attraverso alcune iniziative promosse durante l’anno, avranno saputo interpretare nel modo più autentico le finalità dell’iniziativa.
Non ci resta che fare i complimenti all'U.C. AlbinoLeffe e augurare una buona riuscita del progetto! Forza AlbinoLeffe!
Di Admin (del 01/10/2008 @ 22:34:59, in Varie, linkato 2762 volte)
Il concorso "Un Calcio al Pallone" indetto dalla redazione di EduCalcio.it è stato vinto dal settore giovanile dell’A.C. Gozzano Calcio che ha partecipato con un elaborato scritto da Silvia, una ragazza di 12 anni. Nei prossimi giorni arriveranno alla fortunata squadra degli esordienti le 20 divise (maglia, calzoncini e calzettoni) Acerbis con il nostro sponsor: speriamo di poter pubblicare presto una loro foto!!! Dalla redazione del blog vanno i complimenti a tutti i partecipanti e i ringraziamenti alle società sportive ed ai dirigenti che hanno promosso l'iniziativa.
EduCalcio.it
Il calcio è "condividere" perché...
un buon calciatore deve saper condividere la palla
con i suoi compagni e quindi il gioco e
l'amicizia. Saper condividere il gioco con gli altri
è la miglior strategia per vincere perché si ha il
gioco di squadra.
Il calcio è "amicizia" perché...
un buon giocatore deve saper "usare l'amicizia",
cioè deve essere amico di tutti,
indipendentemente dal colore della divisa, e
questo non sempre è facile; come se stai per
tirare in porta e un avversario si fa male in quel
momento: difficile fermarsi e aiutarlo, ma è
quello che serve per essere un buon giocatore
Il calcio è "il meglio" perché...
il calcio è molto diffuso in Italia, e quindi il sogno
di ogni giocatore è diventare un calciatore nella
propria squadra del cuore, ma per fare bene quel
"mestiere", bisogna fare un lungo percorso,
perché è anche importante avere esperienza.
Il calcio è "saper convivere" perché...
un buon giocatore deve saper convivere, perché il
calcio è un gioco di squadra, che si pratica tutti
insieme, e per fare giocare solo una persona,
tanto vale farle fare giochi singoli, come per
esempio l'atletica. Saper convivere è inoltre un
modo per dimostrare ai compagni che li
rispetto.
Il calcio è "divertimento" perché...
un buon giocatore deve giocare a calcio con
l'obbiettivo "divertirsi", e non "vincere", perché
è pur sempre un gioco.
Il calcio è "onestà" perché...
infine, un buon giocatore deve essere
onesto,deve sapere che bisogna sempre dire la
verità, anche se, a volte, può costare fatica e
magari un goal; ma dopo aver detto la verità
all'arbitro ci si sentirà meglio, perché
si sa di aver giocato una vera e bella partita: si
Di Admin (del 08/10/2008 @ 21:48:51, in RecenSito, linkato 999 volte)
AssociazioneAlessandroBini.org è il sito web ufficiale dell'Associazione "Alessandro Bini per la sicurezza nello sport" ONLUS, costituita il 02/03/2008 in seguito alla morte di Alessandro Bini - giovane calciatore di una società sportiva di Roma - avvenuta il 2 febbraio 2008 durante una partita di calcio. Tra gli scopi dell’associazione, nata per volere dei famigliari, troviamo la sensibilizzazione sui temi della sicurezza nello sport, la formazione del personale volontario, la verifica e la consulenza nella messa in sicurezza, a mezzo di personale qualificato, delle strutture sportive. Nel sito, ben organizzato, è possibile trovare tutte le informazioni e scaricare le pagine di ABB focus, il mensile on-line dell’associazione. Oltre alla pagina con gli obiettivi e quella con le indicazione per sostenere le varie iniziative, disponibili anche le ultime notizie (da tutta Italia) riguardanti i temi della sicurezza e della prevenzione. Buona navigazione!
Non è l’ultimo di una nutrita schiera di allenatori importati da oltr’Alpe e neppure l’ultima moda esterofila in grado di rivoluzionare il pianeta calcio. Anzi, sotto certi aspetti, Charles Darwin, di professione naturalista e geologo, potrebbe esserne stato il precursore, il vate ed il verbo e, tutto sommato, un vero e proprio antagonista al pensiero del barone De Coubertin per il quale, nello sport, l’importante è partecipare. La teoria darwiniana di selezione naturale o di “lotta per l’esistenza” in base alla quale, gli individui che meglio si adattano ad un certo habitat per proprie caratteristiche maggiormente vantaggiose rispetto ad altri, sopravvivono e prolificano, è oggi più che mai applicabile anche al mondo dello sport, non escluso quello dei giovani. E non sono certamente le classifiche, ufficiali od ufficiose, divulgate su comunicati o riviste sportive, ad inficiarne i valori educativi o ad allontanare i giovani dalla pratica. Così, non può non destare un timido sorriso la notizia, recentemente filtrata da oltre Manica, dell’intenzione della Federcalcio inglese – in Italia è già stata attuata da diversi anni - di abolire le classifiche del calcio giovanile under 11, con il dichiarato intento di impedire che dalla pubblicazione delle stesse i giovani possano averne nocumento, magari per lo stress del vedersi relegati all’ultimo posto di una graduatoria o minacciati dall’inesorabile scout che rispecchia fedelmente tutti i goals subiti nell’arco della stagione. Se a livello giovanile, quanto meno nella fascia under 12-14, certamente è prioritario “il partecipare”, ad esempio attraverso l’effettiva partecipazione attiva al gioco di tutti, specialmente durante le gare, non può non apparire ai nostri giorni anacronistico questa forma di eccessivo “protezionismo” verso la sensibilità di giovani che, comunque, devono essere messi in condizione di incominciare ad imparare a crescere nella competizione, purché sana ed equilibrata. Non si riesce, infatti, a comprendere in base a quale principio educativo si debba insegnare ai ragazzi che, per quanti sforzi dispensino nella loro disciplina sportiva, alla fine, il risultato pratico consisterà in un appiattimento ed uniformità tra i valori e le forze di tutti i contendenti. Così, dopo aver vietato di sgridare gli alunni, abolito la pubblicazione dei voti scolastici, condannato un insegnante reo di aver minacciato la bocciatura ad un’alunna, ci si illude che l’abolizione delle classifiche possa costituire la panacea dei mali dello sport giovanile e del calcio in particolare, dimenticando che il baby calciatore, alla fine, ricerca comunque una graduatoria che attesti e testi il proprio impegno, lo gratifichi, magari appuntando i goals effettuati agli avversari sul proprio diario scolastico appena terminata la partita. La classifica,infatti, non deve essere un problema e l’abolirla può risultare solo un timido contributo a stemperare i toni, a volte sin troppo accesi. Il vero problema, in realtà, nasce da molto lontano ma è pur sempre vivo e presente attorno ai giovani calciatori e si identifica con la mancanza di rispetto dei ruoli che alcuni adulti non cessano di palesare ad ogni longitudine e latitudine, sia tra le mura domestiche che dagli spalti. Orde di famiglie scalmanate nel “dettare” le gesta dei figli od inseguire gli errori arbitrali, “padriemadri” che si arrogano le competenze dei tecnici dispensando suggerimenti a destra e a manca, allenatori privi di scrupoli che pongono il baby calciatore come mezzo per il conseguimento del proprio prestigio sportivo e carriera, alcune società che si affiliano a sodalizi professionistici ed incantano come sirene ammaliatrici adulti ed adolescenti prospettando contatti e provini e, non da ultimo, quel Dio “risultato” al quale tutto e tutti possono ed anzi devono essere sacrificati. Cultura, rispetto ed equilibrio o, meglio, la cultura del rispetto e dell’equilibrio, non possono certamente essere insegnati abolendo una classifica sportiva di merito che, comunque, la vita continuerà a porre inesorabilmente lungo il percorso dei nostri ragazzi. A questo, inoltre, va aggiunto che gli adolescenti hanno buone risorse per digerire una sconfitta sportiva, a volte dimenticata subito dopo la fine della gara e, soprattutto, sono sufficientemente intelligenti nel comprendere che una sconfitta tenuta nascosta non rispecchia la realtà e “brucia” più di una sconfitta palesata ed accettata. Lavoro, scuola, hobbyes saranno anche forieri di classifiche come di sconfitte che, come l’ultimo posto in una graduatoria, possono anche contribuire alla crescita dell’individuo. Viviamole e facciamole vivere ai ragazzi come un possibile e naturale percorso di vita che ci pone di fronte ai nostri limiti: se non ne avessimo, non saremmo in grado di misurarci quotidianamente per cercare di superarli.
Di Admin (del 22/10/2008 @ 13:29:13, in Notizie, linkato 1197 volte)
Nell’anno delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi di Pechino la Provincia di Genova, in collaborazione con il PalaDonBosco e con il Patrocinio del C.I.P. (Comitato Italiano Paralimpico) organizza, dal 20 al 26 Ottobre 2008, la quinta edizione della manifestazione provinciale del disabile “Sport e disabilità – Giochiamo Insieme 2008”. Verrà riproposta la formula che nelle passate edizioni ha riscosso successo: una settimana di sport durante la quale, tutti i giorni e in diversi impianti della provincia, si svolgeranno eventi, esibizioni e gare realizzate da molteplici realtà sportive e sociali. Molte le discipline proposte: calcio, basket, danza, nuoto, biliardo, golf, ping pong, torball, atletica e hockey. Le strutture ospitanti mettono anche a disposizione servizi di accoglienza e di supporto quali, ad esempio, le visite medico-sportive. Allo sport praticato saranno affiancati momenti d'incontro, approfondimenti e convegni in collaborazione con realtà a vario titolo impegnate nel mondo della disabilità e dei giovani. Durante tutto l’evento sarà possibile seguire i vari incontri e trovare fotografie e informazioni sul sito ufficiale. Gli eventi sportivi si concluderanno Domenica 26 Ottobre con un gran finale: una giornata di festa e sport presso il Centro Sportivo PalaDonBosco di Sampierdarena che ospiterà gli atleti, gli istruttori e gli accompagnatori e, come lo scorso anno, tanto pubblico appassionato di sport.
Ho sentito spesso “addetti ai lavori” affermare ad ogni possibile occasione che “il mondo del calcio è fatto così”, “questo è il calcio”, “il calcio è malato”; è vero?: dopo il genere maschile, femminile e quello neutro, non esiste un “quartus genus”, identificato nel mondo del calcio. Il calcio, non dobbiamo scordarcelo, non è un’entità a se stante, una divinità che si genera ed auto rigenera da sé e decide arbitrariamente dei destini di ognuno di noi addetti ai lavori. Il calcio siamo noi, sono le persone che ne fanno parte, il loro modo di essere e di porsi specifico, la loro storia e la diversa cultura. Un’affermazione di questo genere tende ad addebitare al fato o a colpe “altrui” situazioni sulle quali possiamo sempre influire in quanto sempre artefici del nostro destino, delle nostre azioni. Così, per citare alcuni esempi, prendere un goal all’ultimo minuto significa solamente che non siamo stati in grado di respingere gli avversari, segnare una rete che rimetta in equilibrio o trasformi a nostro favore la gara; gli errori arbitrali, fanno parte del gioco del calcio ma spetta sempre alle due squadre in campo aiutare il direttore di gara senza il quale la stessa non potrebbe essere disputata; la sudditanza psicologica, attribuita da tutti al potere dei più forti, seppur con molta difficoltà, può essere superata segnando un goal più degli avversari; il doping medico od amministrativo sono la conseguenza del desiderio di atleti e dirigenti di mantenere fama e successo o violare norme tributarie ad esclusivo proprio beneficio, non sicuramente una prerogativa del calcio o di qualsivoglia altra disciplina sportiva. Assumiamoci dunque le nostre responsabilità in tutto ciò che facciamo in questo mondo, sia sportivo che nella società, senza nasconderci dietro a situazioni che, comunque, sono sempre da noi stessi generate con il nostro comportamento, attivo od omissivo.
Di Admin (del 05/11/2008 @ 19:26:38, in Accordi, linkato 2461 volte)
EduCalcio.it è lieto di informarvi della nuova partnership con 2erre Organizzazioni, società che si occupa di organizzare e promuovere tornei di calcio giovanile in ambito locale, nazionale e internazionale. In tutti i tornei in calendario (ben 6 nel 2009!!), alla Società che si sarà distinta per particolari gesti di fair play e di educazione (sia in campo che fuori…) verrà consegnato, al momento delle premiazioni, il premio disciplina “TROFEO EDUCALCIO”.
Verrà poi promosso, in primavera, un nuovo concorso, dove estenderemo l’invito a tutte le società partecipanti ai tornei di 2erre Organizzazioni e consultabili sul sito internet www.torneigiovanili.com. Intanto abbiamo il piacere di presentarvi in anteprima tutti i tornei: cliccando sulla voce, potrete scaricare la scheda dettagliata con tutte le informazioni.
Di Admin (del 12/11/2008 @ 00:02:40, in Varie, linkato 1305 volte)
Pubblichiamo molto volentieri lo scritto di Giovanni D.B. dell’Opitergina Calcio (categoria Giovanissimi) che ha partecipato al concorso “Un Calcio al Pallone”. Anche a lui complimenti da tutta la redazione!
Pallone sei nato per prendere calci,
eppure sei generoso e ti doni sempre al giocatore
sia amico, che avversario.
Parlano di te come di un gioco privo di contenuti,
ma la tua è scuola di vita,
Dicono che non sei educativo
e invece sai insegnarci modelli e valori.
Affrontare un avversario assieme a te
è come affrontare le difficoltà quotidiane,
l’ avversario a volte ti supera,
a volte riesci a bloccarlo,
sai, comunque, che non devi mai smettere di correre.
Ci insegni a vivere giocando,
ci doni la gioia dell’amicizia con i compagni di squadra,
ci stimoli alla sana competizione sportiva.
Sei meraviglia e libertà per i più piccini,
orgoglio per i tifosi,
sai donarci l’energia positiva per credere ancora
in una vita in cui saremo felici tirandoti un calcio!
EduCalcio.it ha un nuovo ambizioso progetto! A breve lanceremo una nuova rubrica, che speriamo possa diventare un atteso appuntamento mensile. Si chiamerà “Il Personaggio” e avrà l’obiettivo di intervistare varie personalità che più o meno direttamente ruotano intorno al mondo del calcio giovanile o, più in generale, dello sport. Persone che, con la loro esperienza e il loro lavoro, ci lasceranno numerosissimi spunti di riflessione non solo su tematiche educative. Alcuni personaggi li abbiamo già individuati (ma non volgiamo svelarvi troppo…) tuttavia vi chiediamo se avete alcune persone che vi piacerebbe trovare in questa rubrica. Abbiamo bisogno del vostro aiuto! Inviateci i vostri suggerimenti (personaggi e/o domande) all’indirizzo staff@educalcio.it.