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		<title><![CDATA[Torna "Educare Sportivamente" a Gandino (BG)]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<div align="justify"><font size="2" face="Verdana"><img align="left" src="/public/educare_sportivamente_gandino.jpg" alt="" />Dopo il <a href="http://www.educalcio.it/dblog/articolo.asp?articolo=114" target="_blank">grande successo della serata dal titolo &ldquo;<strong>Educare Sportivamente</strong>&rdquo;</a>, organizzata mercoled&igrave; 27 gennaio dal Vicariato della Val Gandino, gli assessorati allo sport dei comuni di Gandino e Leffe, promuovono altre due serate di incontri con la professoressa <strong>Lucia Castelli</strong>, psicopedagogista dell&rsquo;Atalanta B.C. Il primo incontro si terr&agrave; <em>mercoled&igrave; 19 maggio</em> alle ore 20.45 presso il salone della biblioteca, e verr&agrave; trattato il tema del <b>ruolo, le aspettative e le responsabilit&agrave; degli adulti</b>, mentre il secondo incontro, dove si parler&agrave; degli <b>stili di vita e del rispetto delle regole</b>, sar&agrave; <em>mercoled&igrave; 26 maggio</em> a Leffe presso la sala consiliare, sempre alle ore 20.45.</font></div>]]></content>
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		<title><![CDATA[Concorso "…e se il calcio non avesse regole?"]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><font size="2" face="Verdana"><img align="middle" src="/public/header_acerbis_educalcio_2erre.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">La redazione di EduCalcio.it e <a href="http://www.torneigiovanili.com" target="_blank">2Erre Organizzazioni</a>, in collaborazione con <a href="http://www.acerbisfootball.it" target="_blank">Acerbis FootBall</a>,&nbsp;organizzano il concorso dal titolo <strong>&ldquo;&hellip;e se il calcio non avesse regole?&rdquo;</strong>. <font color="#ff0000">Sono invitati a partecipare al concorso tutti i ragazzi e le ragazze dai 6 ai 17 anni, che parteciperanno o hanno partecipato a uno dei tornei promossi da 2Erre Organizzazioni (www.torneigiovanili.com) nel corso del 2010.</font> La partecipazione &egrave; gratuita. Il titolo, in una forma un po&rsquo; &ldquo;provocatoria&rdquo;, ha l&rsquo;obiettivo di far riflettere sull&rsquo;importanza del darsi delle regole e quindi rispettarle. </font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Verdana"><strong>Modalit&agrave; di partecipazione:</strong> i partecipanti sono invitati a realizzare un prodotto creativo che illustri la propria visione del tema del concorso, si tratti di un testo/pensiero/racconto, di un disegno, di una foto, un video o altro materiale a scelta. E&rsquo; ammessa la partecipazione a gruppi (massimo 5 ragazzi/e) per favorire il lavoro di squadra. </font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Verdana"><strong>Consegna degli elaborati:</strong> gli elaborati possono essere consegnati direttamente alla segreteria organizzativa di uno dei tornei 2Erre (Venezia Cup, Aqualandia Cup, Valpolicella Trophy, Nevegal Football Kids Festival, Pesaro Cup) o inviati per posta elettronica all&rsquo;indirizzo <a href="mailto:staff@educalcio.it">staff@educalcio.it</a> <font color="#ff0000"><strong>entro e non oltre il 30 settembre 2010</strong></font>. Gli elaborati dovranno essere accompagnati da: - nome, cognome, data di nascita e indirizzo di residenza del partecipante (o dei partecipanti), categoria e societ&agrave; di appartenenza; - un recapito di posta elettronica e telefonico</font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Verdana"><strong>Premiazioni:</strong> una giuria costituita da rappresentanti di 2Erre Organizzazione e EduCalcio.it valuter&agrave; gli elaborati. Il giudizio della giuria &egrave; insindacabile. La giuria valuter&agrave; gli elaborati tenendo conto anche dell&rsquo;et&agrave; di chi li ha realizzati. I vincitori del concorso verranno contattati per concordare le modalit&agrave; di ritiro del premio. Le foto delle squadre e gli elaborati verranno pubblicati su <a href="http://www.educalcio.it">www.educalcio.it</a> e <a href="http://www.torneigiovanili.com">www.torneigiovanili.com</a>. </font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Verdana"><strong>PREMIO:</strong> - 1&deg; classificato: completo di mute da calcio per una squadra (18 completi + 2 da portiere) offerte da <a href="http://www.acerbisfootball.it" target="_blank">Acerbis Football</a></font></p>]]></content>
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		<title><![CDATA["Mi chiamo Milco. Cercate un allenatore incapace?"]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><font size="2" face="Verdana"><strong><img align="left" src="/public/bambini_partita.jpg" alt="" />Carissimi lettori di EduCalcio.it, oggi vogliamo riproporvi un interessante lettera scritta da un allenatore (Milco) e tratta dal sito web dell'</strong><a href="http://www.ecodibergamo.it/stories/Sport/127119_la_lettera_mi_chiamo_milco_cercate_un_allenatore_incapace/" target="_blank"><strong>Eco di Bergamo</strong></a><strong>, che rispecchia purtroppo molte realt&agrave; calcistiche. Molti allenatori, probabilmente, si ritroveranno in questa descrizione. Che ne pensate?</strong></font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">«Io per i genitori sono e sar&ograve; sempre un allenatore incapace. Mi chiamo Milco, sono un allenatore di calcio di settore giovanile ormai da 14 anni, sempre nei quartieri di Bergamo, e attualmente sono il mister di una squadra allievi Figc. Vi racconto con ironia il perch&eacute; del titolo di questa mia lettera di sfogo». «I genitori non sono e non saranno mai contenti e la loro infelicit&agrave; diventa un mio limite. Ho partecipato per tre anni a un campionato categoria giovanissimi Figc denominato "fair play". Questo campionato aveva due regole principali. La prima era che la partita era suddivisa in tre tempi da venti minuti ciascuno e inoltre vigeva l'obbligo di far giocare per un tempo tutti i ragazzi che erano a disposizione in panchina». «I sette cambi io li facevo sempre all'inizio del secondo tempo, in pi&ugrave; ovviamente c'erano tutte le altre regole comuni del gioco del calcio. Avevo venti giocatori in rosa e di conseguenza c'erano quaranta genitori. Il regolamento mi consentiva di inserire in distinta solo diciotto giocatori (undici titolari e sette a disposizione), quindi purtroppo due ragazzi non potevo convocarli». «Pronti via ed ecco che per i quattro genitori di quei due ragazzi non convocati io ero un allenatore incapace. Dai Milco, mi dicevo, non ti abbattere, ne hai ancora trentasei che ti stimano. Arrivava il giorno della partita e io mi dovevo attenere al regolamento, undici titolari e sette a disposizione». «I ragazzi erano vestiti, uscivano dallo spogliatoio ed entravano in campo per il riscaldamento. I titolari all'interno del campo di gioco, gli altri da un'altra parte a palleggiare tra loro. Boooommmm! Ecco che anche per quei quattordici genitori resisi conto di avere i propri sette figli non titolari io ero diventato un allenatore incapace, nonostante avessi comunque convocato i loro figli». «Non devo mollare, mi dicevo allora, ho ancora ventidue genitori che mi vogliono bene. L'arbitro era pronto a fischiare l'inizio della partita, i ragazzi titolari si disponevano in campo in base ai ruoli da me dati. Non era possibile, porca miseria che sfortuna, per otto genitori i loro quattro figli giocavano fuori ruolo. Mi veniva da morire, nonostante li avessi convocati, nonostante giocassero titolari, anche per loro otto io ero un allenatore incapace». «Barcollavo ma non mollavo, avevo pur sempre ancora quattordici genitori che mi stimavano.... Ma no! Finito il primo tempo e nel rispetto del regolamento, facevo entrare tutti e sette i ragazzi che erano a disposizione. Ma io mi chiamo Milco ed ero, sono un allenatore incapace e sapete cosa combinavo con i cambi? Lasciavo in campo i quattro giocatori che "erano fuori ruolo" e sostituivo gli altri sette, cos&igrave; anche per gli ultimi quattordici genitori io mi trasformavo in un allenatore incapace, nonostante la convocazione e la maglia da titolare». «Mi chiamo Milco, cercate un allenatore incapace?»</font></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[Alcune riflessioni su Religione e Sport]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<div align="justify"><font size="2" face="Verdana"><img alt="I Belong to Jesus" align="right" src="/public/kaka.jpg" />La religione &egrave; anche ostentazione dei propri sentimenti? Dio ed il Vangelo sono “prodotti” da “reclamizzare”? A molti sportivi non sar&agrave; passato certamente inosservato, in occasione delle gare e, in particolare, a seguito della segnatura di una rete, che alcuni calciatori entrano in campo facendosi e rifacendosi il segno della croce o esponendo sotto la divisa ufficiale di gare la loro appartenenza alla Chiesa di Cristo. “I belong to Jesus (io appartengo a Ges&ugrave;)” &egrave;, infatti, il messaggio che compare sulle magliette indossate da alcuni atleti, con il dichiarato intento di diffondere in ogni modo possibile il messaggio del Vangelo attraverso lo sport. Non ci riferiamo ad una setta, neppure ad una moda del momento. Sono gli “Atleti di Cristo”, movimento che ha visto le luce nella met&agrave; degli anni 80 in Brasile e che annovera decine di sportivi, principalmente calciatori e di origine brasiliana, oltre ad un indimenticato ed amato campione brasiliano di Formula 1, scomparso ad Imola nel maggio del 1994. Anomalia dello sport di vertice, spesso circoscritto a donne, motori, investimenti faraonici e vita mondana o, piuttosto, un tentativo da parte di pochi “eletti” di ricondurre un ambiente dorato alle vere problematiche della vita quotidiana attraverso il richiamo alla spiritualit&agrave; ed ai valori dell’insegnamento del Vangelo? Religione e scaramanzia, religione ed ostentazione del proprio credo, non possono non dare vita ad interrogativi se la spiritualit&agrave; sia una componente interiore ed intima piuttosto che un “vessillo” da sbandierare ai pi&ugrave;, a volte anche una forma di esibizionismo. Forse Dio ci aiuta a siglare una rete o ci protegge da un infortunio se ci facciamo e rifacciamo il segno della croce all’ingresso in campo o, magari Dio ci ama meno se non “reclamizziamo” il suo “prodotto” che, comunque, offertoci ed offertosi in nostro aiuto da oltre duemila anni non ha certo bisogno di alcuna campagna di marketing a sostegno? I</font><span><font size="2" face="Verdana">l segno di croce &egrave; promessa di vivere nella parola di Dio, anche se non sempre tutti calciatori poi in campo si comportano di conseguenza. Certo, nel mondo dello sport e dello spettacolo molto viene fatto anche per posa o prosa e, magari, determinati gesti sono eccessivamente appariscenti. Religione e, soprattutto, spiritualit&agrave; sono componenti della vita di ciascun individuo e, in quanto tali, personalissimi. Cosi’, c’&egrave; chi va in Chiesa tutte le settimane, chi invece trova e parla con Dio davanti ad un tramonto o nella quiete e solitudine della sera, lo celebra dentro di s&eacute; nella propria anima salendo a quota 3000 metri lungo la china di una montagna, chi lo ritrova magari grazie al sorriso di un bambino. Forse ognuno dovrebbe custodire dentro di s&eacute; la propria spiritualit&agrave;, senza esibirla, magari anche per rispetto di chi non crede affatto o crede in un Dio diverso dal nostro e che, comunque, ci ha creati. Forse, invece, nascondere la propria fede non significa rispettare chi non crede o professa altre religioni: il rispetto, spesso, &egrave; semplicemente tolleranza, cercare di comprendere e non giudicare mai neppure chi ostenta o chi predica bene e poi non si comporta in modo coerente.</font> </span></div>]]></content>
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		<title><![CDATA[Riflessioni di un istruttore o meglio educatore!]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<div align="justify"><font size="2" face="Verdana"><img align="right" src="/public/lettere_al_blog.jpg" alt="" />Sono ormai parecchi anni, da quando ho iniziato a seguire mio figlio Giuseppe, che frequento il mondo del calcio giovanile ed in questi anni ne ho viste molte di cose, belle e brutte. La parte pi&ugrave; bella di questo mondo sono e, posso affermarlo senza ombra di smentita, i ragazzi. Tirano calci ad un pallone, si arrabbiano, si divertono e tutto finisce, sognando di essere un piccolo Totti, o un nuovo Del Piero. Poi ci sono gli adulti con le loro ambizioni, le loro frustrazioni, le loro invidie e i desideri di primeggiare, sono la parte peggiore di questo mondo e non solo di quello del calcio. Mister che pur di vincere sono disposti a tutto, che vendono sogni a ragazzi e genitori, pensando di essere i nuovi Sacchi o Ancelotti. Non hanno dubbi o incertezze, hanno inventato il calcio e non hanno nulla da imparare da nessuno, presuntuosi e immodesti, sono pessimi esempi per i loro ragazzi. Pseudo talent&ndash;scout e Societ&agrave; che pensano solo al business, genitori che sono esaltati e che quando si perde una partita ne fanno un dramma, scagliandosi contro l&rsquo;arbitro o criticando le scelte del Mister che ha fatto una sostituzione sbagliata ,facendo entrare un ragazzino non all&rsquo;altezza. Mutuiamo dal calcio professionistico tutti gli aspetti negativi, da quelli economici, a quelli della ricerca del risultato, dimenticando che lo sport &egrave; una palestra nella quale ci si confronta, nel rispetto delle regole. Si vince e si perde, ci si stringe la mano e si aspetta la prossima gara, come quando si giocava per strada in interminabili sfide tra gruppi del quartiere, senza spettatori, senza magliette uguali o divise nuove, ma sicuramente pi&ugrave; tranquilli e felici, fondamentalmente, liberi di divertirsi!</font></div>
<div><font size="2" face="Verdana">&nbsp;</font></div>
<div><font size="2" face="Verdana"><strong>A.Fiorillo</strong></font></div>
<div><font size="2" face="Verdana"><em>Istruttore S.Calcio Esordienti 1998</em></font></div>
<div><font size="2" face="Verdana">Pol.Nike Pellezzano</font></div>]]></content>
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		<title><![CDATA[La bestemmia in campo va combattuta]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><font size="2" face="Verdana"><img align="right" src="/public/vittorio_bosio.jpg" alt="" /><em>Riportiamo l'editoriale del presidente del <a href="http://www.csibergamo.it" target="_blank">Comitato di Bergamo</a> e vicepresidente Nazionale del CSI, <strong>Vittorio Bosio</strong>, apparso sull'Eco di Bergamo di mercoled&igrave; 3 marzo 2010.</em></font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">E’ di alcune settimane fa, come molti avranno avuto modo di vedere o leggere, la decisione della Federcalcio italiana di sanzionare l’atleta che bestemmia con l’espulsione dal campo, anche usando la prova televisiva. E’ inutile ribadire che la questione delle bestemmie in campo &egrave; un atteggiamento sgradevole ed inappropriato a persone civili, tanto pi&ugrave; se fanno parte della nostra Associazione. Facendo mente locale, mi sono ricordato di aver diffusamente trattato dell’argomento lo scorso anno: ed infatti, esattamente un anno fa, grazie ad alcune segnalazioni ricevute da nostri dirigenti, avevamo dibattuto a lungo sul senso di bestemmiare, sulle conseguenze disciplinari e soprattutto di quale fosse la ricaduta educativa che un tale comportamento generasse. Credo, infatti, che proprio questo sia il punto della questione: quali conseguenze provoca, in termini educativi, usare la bestemmia? A chi spetta prendere provvedimenti? E soprattutto, chi si deve fare carico delle ricadute educative? C’&egrave; poi chi, anche se allenatore di Serie A, riesce a far ricadere la responsabilit&agrave; delle bestemmie in campo sui cattivi arbitraggi: credo che se si fa passare che tutto quello che accade in campo (o nella testa dei giocatori...) sia colpa dell’arbitro, non faremo mai passi decisivi verso una rinnovata cultura dello sport. Ho avuto modo, alcuni giorni fa, in occasione della presentazione in Vaticano della “Clericus Cup” di scambiare alcune battute con il Presidente della Figc, Giancarlo Abete, esprimendogli il mio sostegno, ma ricordandogli allo stesso modo che la sanzione comminata in campo dall’arbitro non pu&ograve; essere l’unico strumento per ovviare a questo comportamento disgustoso. Credo, infatti, come gi&agrave; altre volte ribadito, che questa “battaglia” si vince o si perde insieme: allenatori, dirigenti, genitori ed, infine, arbitri. Sarebbe controproducente affidare alla sola figura arbitrale il compito di fronteggiare la bestemmia in campo. Se l’arbitro, non fosse sostenuto dall’azione comune di tutti coloro che, fuori e dentro il campo, vivono la gara, sarebbe facilmente compromessa la sua autorevolezza. Sono convinto che, come per altre vicende, tutto ricada nella sfera propria della sfida educativa che i nostri tempi, sempre pi&ugrave; urgentemente, ci impongono di non trascurare e che, purtroppo, si sta trasformando in vera “emergenza educativa”.</font></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[Bestemmie in campo, linea dura della Figc]]></title>
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		<created>2010-02-28T20:00:57+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><font size="2" face="Verdana"><img alt="Giancarlo Abete - Presidente FIGC" align="left" src="/public/Giancarlo_Abete_FIGC.jpg" /><em>Riportiamo, viste le numerose mail ricevute, un articolo apparso sul </em><a href="http://www.corriere.it/sport/10_febbraio_09/figc-bestemmie-abete-calcio_f4f6404a-15b1-11df-82f4-00144f02aabe.shtml" target="_blank"><em>Corriere della Sera</em></a><em> riguardo la decisione della FIGC di punire le <strong>bestemmie in campo</strong>.</em></font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">MILANO - Cartellino rosso per le bestemmie in campo. La federcalcio interverr&agrave; con una specifica previsione nelle «decisioni ufficiali della Figc» per punire a tutti i livelli, anche attraverso la prova tv, questo tipo di comportamento. <br /><br /><b>«Interverremo sulle decisioni ufficiali</b> per chiarire che all’interno di comportamenti offensivi e oltraggiosi rientra anche la bestemmia», ha detto il presidente della Figc Giancarlo Abete al termine del consiglio federale che si &egrave; tenuto oggi a Roma. Abete ha specificato che "l’arbitro pu&ograve; sanzionare con il cartellino rosso un comportamento del genere" e che "se tale comportamento non verr&agrave; rilevato dal direttore di gara, sar&agrave; possibile intervenire attraverso la prova tv con una sanzione successiva". Per dare modo alla procura federale di acquisire la documentazione e certificare il contenuto di eventuali deferimenti, saranno allungati di quattro ore i tempi per l’acquisizione della prova tv: il termine non sar&agrave; pi&ugrave; le ore 12 del giorno feriale successivo alla partita, ma le ore 16. <br /><br /><span style="FONT-WEIGHT: bold">Il consiglio federale ha dunque pienamente condiviso</span> il recente intervento del presidente del Coni Gianni Petrucci contro l’inaccettabile comportamento di chi bestemmia sui campi di gioco. Ma non solo. Sar&agrave; punita anche l’esibizione di scritte sotto la divisa da gioco. Il presidente Abete ha ricordato che "i giocatori non possono esibire scritte con contenuto personale, politico o religioso". Eventuali violazioni, segnalate dall’arbitro o dai collaboratori della procura presenti sui campi di gioco, saranno punite con ammende. Decisioni che sono state assunte da parte del consiglio con ampio consenso da parte dell’Associazione calciatori. "E’ fondamentale - ha spiegato ancora Abete - richiamare tutti ad un comportamento adeguato alla visibilit&agrave; del mondo del calcio". (<span style="FONT-STYLE: italic">Fonte Apcom</span>)</font></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[Darsi un codice deontologico]]></title>
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		<created>2010-02-23T23:46:05+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">Nella consapevolezza che il mondo sopradescritto non ci deve appartenere, considerato che l'allenatore &egrave; pur sempre un uomo e come tale fallibile, anche tra mille difficolt&agrave; quotidiane e non solo sportive, adoperiamoci sempre affinch&eacute; gli adulti possano fornire sempre il buon esempio ai giovani, provando a: </font></p>
<ul>
    <li>
    <div align="justify"><font size="2" face="Verdana">Trasmettere ai nostri giocatori &ldquo;insegnamenti&rdquo; quali il rispetto, la sportivit&agrave;, lo spirito di identit&agrave; e di appartenenza, valori cio&egrave; che vanno ben oltre il risultato di una competizione o campionato: questi valori non si dovranno mai sacrificare per aumentare il prestigio personale, poich&eacute; l'eventuale vittoria non &egrave; altro che il risultato di un lungo processo composto di componenti e variabili diverse.</font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="2" face="Verdana">Subordinare l'importanza del risultato alla salute ed all'integrit&agrave; fisica dei giocatori: atleti in precarie condizioni, adolescenti che non si divertono agli allenamenti od in partita o vivono lo sport con angoscia e pressioni devono essere un pericoloso campanello d'allarme.</font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="2" face="Verdana">Tenere un comportamento improntato alla correttezza verso le numerose componenti del mondo del calcio: l'allenatore &egrave;, infatti, solo l'anello di una catena complessa che necessita della collaborazione attiva e partecipe di tutte le altre (atleti, dirigenti, genitori, direttori di gara, mass media).&nbsp;</font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="2" face="Verdana">Rispettare l'atleta nelle diverse realt&agrave; in cui si estrinseca la sua personalit&agrave; e che possono, a volte, influire quantitativamente e qualitativamente sulla prestazione sportiva: cos&igrave;, ad esempio, il gioco del calcio non deve mai impedire all'allievo di ottenere buoni risultati a scuola o coltivare, nel limite del possibile e senza essere troppo dispersivi, altri interessi personali.&nbsp;</font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="2" face="Verdana">Essere partecipe, insieme alle ulteriori componenti che ruotano intorno al ragazzo (famiglia, scuola, religione), sempre nel rispetto dei reciproci ruoli, all'educazione ed alla crescita dell'individuo: segnaliamo dunque gli eventuali disagi, prendiamo atto delle difficolt&agrave; incontrate dall'allievo valutando la sua prestazione anche alla luce di queste ultime, concordiamo soluzioni positive attraverso un sereno confronto con la famiglia.&nbsp;</font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="2" face="Verdana">Rispettare, difendere ed insegnare ai propri allievi le regole del gioco del calcio, con particolare attenzione nell'evitare di ottenere vantaggi attraverso l'insegnamento consapevole di comportamenti antisportivi: insegniamo, prima di tutto all'uomo ad &ldquo;essere uomo&rdquo;, solo successivamente a &ldquo;fare il calciatore&rdquo;.</font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="2" face="Verdana">Evitare diagnosi &ldquo;personali&rdquo; sugli atleti infortunati demandandole a personale medico qualificato, escludendo accuratamente sia i consigli &ldquo;da apprendista stregone&rdquo;, sia l'effettuazione diretta di terapie od addirittura la prescrizione di medicinali di qualunque tipo, qualora non davvero competenti od abilitati in tal senso: come non biasimare oggi il mister di un tempo che, a seguito della distorsione ad una caviglia di un calciatore durante un'azione di gioco, esclamava a gran voce da bordo campo &ldquo;batti forte il piede a terra!&rdquo;&nbsp;</font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="2" face="Verdana">Responsabilizzare in primo luogo se stessi e, attraverso il proprio irreprensibile comportamento, anche i propri giocatori, prendendo adeguatamente le distanze da tutti gli atteggiamenti antisportivi e violenti.</font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="2" face="Verdana">Consentire che il direttore di gara sia messo nelle condizioni di svolgere la propria opera in modo sereno: in tal caso, teniamo per primi un atteggiamento rispettoso, evitando di incentivare comportamenti negativi dei propri giocatori, sfruttando ogni occasione possibile per ricordare loro che &ldquo;senza l'arbitro non potrebbe essere disputata la partita&rdquo;.&nbsp;</font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="2" face="Verdana">Sforzarsi di dare sempre il massimo ai propri giocatori: evitiamo atteggiamenti ridicoli e poco professionali, come nel caso di dell'allenatore che, in polemica per lo scarso rendimento della squadra, decise volutamente di attuare uno &ldquo;sciopero bianco&rdquo;, astenendosi dal fornire dalla panchina, durante una gara di campionato, ogni forma di incitamento o suggerimento ai propri giocatori.&nbsp;</font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="2" face="Verdana">Mantenere, per quanto ci &egrave; possibile, sempre viva la curiosit&agrave; verso la &ldquo;materia&rdquo; calcio: attraverso una costante ed accurata opera di aggiornamento, saremo in grado di recare benefici soprattutto ai nostri atleti oltre che a noi stessi.&nbsp;</font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="2" face="Verdana">Non fuggire dal confronto dei colleghi: in tal senso, intendiamo non solo un confronto attivo ma anche semplicemente un'attenta osservazione del modo di operare di un altro allenatore.</font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="2" face="Verdana">Prestare cura al proprio aspetto e mantenersi in un'accettabile condizione fisica: l'immagine che diamo di noi, sar&agrave; presa ad esempio, specie da parte degli atleti pi&ugrave; piccoli ai quali non potremo chiedere di essere nel modo che, per primi, andremo a disattendere.&nbsp;</font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="2" face="Verdana">Ammettere l'eventuale errore commesso poich&eacute; l'ammissione dimostrer&agrave; personalit&agrave;, umilt&agrave; ed anche saggezza.&nbsp;</font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="2" face="Verdana">Ascoltare i suggerimenti delle persone che reputiamo competenti, anche se, alla fine, saremo solamente noi a prendere la decisione definitiva: di questa e del nostro operato, infatti, saremo chiamati a rispondere.&nbsp;</font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="2" face="Verdana">Rispettare sempre il lavoro altrui, anche se non condiviso appieno, specie nei confronti di coloro che lavorano nelle squadre e nelle categorie &ldquo;minori&rdquo; o che ci hanno preceduto: anche grazie alla loro fatica il nostro lavoro potr&agrave; trarre importanti benefici.</font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="2" face="Verdana">Dimostrare fedelt&agrave; verso la propria professione e categoria, evitando vittimismo e sterili polemiche. Se aneliamo fortemente al cambiamento, cerchiamo di essere i primi a cambiare: &ldquo;Se si vuole, si pu&ograve;!&rdquo;&nbsp;</font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="2" face="Verdana">Mantenere una certa dose di riservatezza su quanto viene a conoscenza e relativo ai propri atleti, alle compagini allenate: il silenzio &egrave; d'oro e la discrezione, spesso, non ha davvero prezzo.</font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="2" face="Verdana">Conservare la propria indipendenza lavorando liberi da condizionamenti e pressioni societarie: a meno che non ci si accordi per essere dei &ldquo;meri gestori&rdquo; durante la settimana del team &ldquo;messo in campo&rdquo; di domenica dal presidente - situazione comunque discutibile e sminuente la professionalit&agrave; della categoria -, nella piena facolt&agrave; e capacit&agrave; dei nostri poteri e mansioni, prendiamo serenamente e liberamente le nostre decisioni.&nbsp;</font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="2" face="Verdana">Rifiutare incarichi nella consapevolezza di non essere in grado di svolgerli: il danno, per gli allievi, oltre ad essere ben presto visibile, potrebbe rivelarsi colossale.&nbsp;</font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="2" face="Verdana">Evitare, a maggior ragione, di assumere incarichi per i quali non si abbia titolo, di addentrarsi in situazioni di incompatibilit&agrave; che possano metterci in difficolt&agrave; nelle scelte da adottare, specie a salvaguardia dell'interesse altrui: &egrave; il caso di chi si cimenta nel compito di preparatore atletico o dei portieri senza averne specifica preparazione od un &ldquo;background&rdquo; sportivo adeguato, nel doppio ruolo di responsabile del settore giovanile ed allenatore di una delle squadre oppure in veste di allenatore e dirigente della societ&agrave; e infine, fattispecie sanzionata dai regolamenti sportivi, nel compito di allenatore presso due diversi sodalizi sportivi.&nbsp;</font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="2" face="Verdana">Mantenere, nei rapporti con la stampa e con gli altri colleghi, l'equilibrio necessario, soprattutto al fine di evitare risse verbali e persino fisiche, tipiche da reality show di pessimo gusto. <strong>Utopia? Forse, ma per lo meno proviamoci, anche a costo di perdere qualche partita sul campo: la vera vittoria consiste nel formare la coscienza e la conoscenza, propria ed altrui, soprattutto nel settore giovanile.</strong></font> </div>
    </li>
</ul>
<p align="justify"><span><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 11pt"><em><font size="2" face="Verdana">Tratto da <a href="http://www.ibs.it/code/9788860281852/ALESSIO-ROBERTO/NELLA-VALIGIA-DELLALLENATORE-ALLENAMENTO-ORGANIZZAZIONE-COMUNICAZIONE-EFFICACE-PER-MODERNO-ALLENATORE-CALCIO.html?shop=5109" target="_blank">&quot;Nella valigia dell'allenatore&quot; Ed. Calzetti &amp; Mariucci</a> (2^ edizione)</font></em></span></span></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.educalcio.it/dblog/articolo.asp?articolo=118"/>
		<issued>2010-02-23T23:46:05+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[Allenatori: alla ricerca di un maggiore equilibrio]]></title>
		<id>http://www.educalcio.it/dblog/articolo.asp?articolo=117</id>
		<created>2010-02-03T20:13:23+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><font face="Verdana"><font size="2">Il calcio, sar&agrave; pure un luogo comune, &egrave; un gioco che appartiene a tutti ed esalta, in primo luogo, chi lo pratica, offrendo sia un arricchimento individuale, sotto l'aspetto fisico e psicologico, sia importanti esperienze che contribuiranno per sempre a formare parte del vissuto &ldquo;umano&rdquo;. Un gioco che, ai massimi livelli, si trasforma inevitabilmente in &ldquo;business&rdquo; e riesce a movimentare in Italia un'intera economia, attraverso decreti legge &ldquo;su misura&rdquo; che consentono di rateizzare e posticipare nel tempo il pagamento allo Stato delle imposte evase, capace di celare per poco tempo, all'interno di uno stadio o davanti ad un televisore, alcuni dei molteplici problemi di una nazione: il vero oppio del popolo. Quando il business diventa esasperato, purtroppo, sembra poter valere ed essere concesso davvero tutto, come le partite &ldquo;arrangiate&rdquo;, gli scudetti &ldquo;dopati&rdquo;, i bilanci &ldquo;falsati&rdquo;, per un pallone che, calciato da alcuni dissennati, ha corso veramente il rischio di finire per sempre in un burrone. Eppure, sempre di gioco si tratta, il pi&ugrave; popolare, affascinante e praticato al mondo, cos&igrave; seguito da suscitare forti sentimenti di indignazione popolare od autentiche interrogazioni parlamentari, fiumi di chiacchiere al bar e, persino, quando collegato tristemente ad episodi di violenza, servire da spunto per un il titolo di un&nbsp;tema d'italiano scritto in una lontana sessione estiva di maturit&agrave; classica degli anni '80. All'interno di questo gioco o show business, componente attiva, &egrave; presente anche la categoria degli allenatori dalla quale dovrebbero partire forti segnali per stemperare i toni e sdrammatizzare l'ambiente &ldquo;pallonaro&rdquo; con tutte le problematiche connesse alle varie componenti che vi gravitano intorno. Per non dover pi&ugrave; subire le schermaglie di allenatori sui network televisivi, le corse esagitate sotto la curva avversaria o i calcioni rifilati ai colleghi avversari di panchina, per evitare di dover indovinarne un labiale scurrile sin troppo scontato, per non assistere alle immagini di tecnici squalificati che dettano istruzioni dalla tribuna con il cellulare al proprio &ldquo;secondo&rdquo; o che, furtivamente, si introdurrebbero in un cesto di panni della biancheria nello spogliatoio della propria squadra per eludere i divieti di una squalifica, si rende opportuna un&rsquo;autoregolamentazione, un codice positivo e propositivo, ancorch&eacute; non scritto che ciascuno di noi, spesso, ha gi&agrave; scolpito dentro di s&eacute;, nell'interesse della categoria e del movimento sportivo intero. Una ricerca ed una richiesta di equlibrio, <strong>soprattutto perch&eacute; i bambini ci guardano e ci prendono ad esempio.</strong></font></font></p>
<p align="justify"><span><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 11pt"><em><font size="2" face="Verdana">Tratto da <a href="http://www.ibs.it/code/9788860281852/ALESSIO-ROBERTO/NELLA-VALIGIA-DELLALLENATORE-ALLENAMENTO-ORGANIZZAZIONE-COMUNICAZIONE-EFFICACE-PER-MODERNO-ALLENATORE-CALCIO.html?shop=5109" target="_blank">&quot;Nella valigia dell'allenatore&quot; Ed. Calzetti &amp; Mariucci</a> (2^ edizione)</font></em></span></span></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.educalcio.it/dblog/articolo.asp?articolo=117"/>
		<issued>2010-02-03T20:13:23+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[Educare con lo sport: lancia i tuoi spunti, ne parleremo a Gandino (BG)]]></title>
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		<created>2010-01-18T20:24:12+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<div align="justify"><font size="2" face="Verdana"><img alt="" align="left" src="/public/educare_sportivamente_gandino.jpg" />Il Vicariato Val Gandino organizza per <b>MERCOLEDI’ 27 GENNAIO alle 20.45 </b>nel Cinema Teatro Loverini di Gandino (Oratorio) un incontro dibattito nell’ambito della Settimana di San Giovanni Bosco 2010. Una serata pensata e voluta per discutere insieme sul <strong>senso dello sport quale mezzo primario per l’educazione dei ragazzi e dei giovani</strong>. </font><font size="2" face="Verdana">Tra i vari ospiti d’eccezione che parteciperanno ci sono il Vescovo, <strong>mons. Francesco Beschi</strong>, il responsabile del Settore Giovanile dell’Atalanta B.C., <strong>Mino Favini</strong>, il direttore de L’Eco di Bergamo, <strong>Ettore Ongis</strong>. E ancora <strong>Eugenio Perico</strong>, ex calciatore professionista e allenatore di squadre giovanili, <strong>Lucia Castelli</strong>, pedagogista dell’Atalanta B.C., <strong>Daniela Vassalli</strong>, mamma-campionessa nell’atletica.</font></div>
<div align="justify"><font size="2" face="Verdana"> </font></div>
<div align="justify"><font size="2" face="Verdana">L’idea &egrave; quella di una chiacchierata aperta e coinvolgente riguardo ai temi del “<em>fare sport</em>” oggi per i giovani e le famiglie, i grandi valori ad esso connessi e il necessario approccio responsabile degli educatori. Per costruire la base di discussione durante la serata, <u><em>abbiamo bisogno di spunti che vi invitiamo a lasciare nei commenti a questo post</em></u>!</font></div>
<div align="justify"> </div>
<div align="justify"><font color="#ff0000" size="2" face="Verdana"><a href="http://www.alessiofranchina.it/blog/2010/01/a-gandino-per-parlare-di-sport-educazione/" target="_blank"><strong>Leggi il resoconto dell'incontro "Educare... Sportivamente"</strong></a></font></div>]]></content>
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		<issued>2010-01-18T20:24:12+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[Educazione e prevenzione, solo così si batte il razzismo]]></title>
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		<created>2010-01-16T23:34:37+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><font face="Verdana"><img alt="Massimo Achini" align="left" src="/public/Massimo_Achini.jpg" /><font size="2"><em>Pubblichiamo "Il Punto" di <strong>Massimo Achini</strong>, presidente nazionale del </em><a href="http://www.csi-net.it" target="_blank"><em>Centro Sportivo Italiano</em></a><em>, del 16 gennaio 2010, sperando possa essere un interessante spunto di discussione sul tema dell'<strong>educazione e della prevenzione per combattere il razzismo</strong>.</em> </font></font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">Ricordate le vecchie ricette della nonna? «Se ti becchi un bel raffreddore, niente paura: la sera prendi un bel bicchierone di latte e miele e la mattina starai meglio. Il segreto sta tutto nel mescolare i due ingredienti: prendere solo il latte o solo il miele non serve a nulla e non fa guarire un bel niente». La vecchia ricetta della nonna potrebbe andare bene anche per il calcio italiano: un bel bicchierone di “prevenzione e repressione”, magari non far&agrave; guarire definitivamente, ma potrebbe essere di grande utilit&agrave; per sentirsi un po’ meglio. Il problema &egrave; il solito, il comportamento del tifoso negli stadi. Di misure restrittive e repressive (che ci vogliono!) si parla di continuo, di prevenzione si parla poco, troppo poco. Gli esempi sarebbero infiniti. L’ultimo riguarda la vicenda “cori razzisti”, che tiene banco da qualche settimana. Si &egrave; giustamente discusso se sia arrivato o meno il momento di prendere una decisione drastica come quella di fermare le partite e chi debba farlo (Governo? Figc?). Dibattito interessante, anche se un po’ surreale. Il problema per&ograve; &egrave; sempre un altro. Per dirla con il linguaggio della nonna, c’&egrave; il “latte” ma manca il “miele”, e senza “miele” la medicina non funziona. In altre parole, in un regime che ormai da anni &egrave; di emergenza quali sono le azioni straordinarie in termine di prevenzione? Indubbiamente ci sono state azioni importanti e significative. Il Coni, la Figc, il Csi, le Istituzioni, le agenzie del sociale realizzano in Italia tanti interventi (in particolare nelle scuole) di educazione al tifo, alla violenza, ai valori dello sport. Ma si tratta di azioni locali, importanti ma non coordinate tra di loro; insomma, di azioni che non riescono ad assumere il carattere dell’intervento “forte e straordinario” che si deve fare in condizioni di emergenza educativa. Per tornare alla metafora del raffreddore, certi interventi sembrano pi&ugrave; piccole e sparse gocce di propolis che un bel cucchiaione di miele da mescolare nel latte (le azioni repressive). Serve qualcosa di pi&ugrave;, serve un grande sussulto educativo capace di dare vita ad azioni ed interventi straordinari ed eccezionali, mobilitando e coinvolgendo tutti quelli (e sono tanti) che hanno a cuore i veri valori dello sport. Ero tentato di non scrivere nulla sulla vicenda dei cori razzisti, perch&eacute; il rischio &egrave; quello di scadere nella retorica e nella banalit&agrave;. Poi l’altro giorno, davanti ad un caff&egrave;, un amico che allena una squadra di bambini mi ha detto: «Ma cosa vuoi, certe cose nel mondo del calcio non cambieranno mai». Il fatto &egrave; che se cediamo alla tentazione di pensarla cos&igrave;, allora &egrave; veramente finita. Cambiare certi aspetti del fenomeno calcistico sar&agrave; dura, ma dobbiamo provarci. Chi si comporta male deve essere punito con regole chiare, ferree e con certezza della pena. Ma insieme a questo serve un’azione immensa di educazione e prevenzione, che abbia la forza d’urto di una giornata mondiale della giovent&ugrave;.</font></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.educalcio.it/dblog/articolo.asp?articolo=116"/>
		<issued>2010-01-16T23:34:37+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[Così vicini, così lontani: FC Koper, la realtà che non ti aspetti]]></title>
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		<created>2010-01-09T20:34:00+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">A volte non serve imbarcarsi in voli transoceanici per conoscere s&eacute; stessi attraverso le diverse realt&agrave; che ci circondano: la cultura &egrave; sempre a portata di mano, basta volerla. A pochi minuti di strada da Trieste, attraversando un confine che ci ha tenuti divisi per troppi anni, esiste una realt&agrave; sportiva che non ti aspetti, una cultura calcistica che merita essere vissuta ed approfondita. Il F.C. Koper, infatti, &egrave; l&rsquo;unico club di calcio di riferimento per Capodistria, 205 ragazzi tesserati suddivisi in 12 squadre attratti da una realt&agrave; che ha come competitors solo le altre discipline sportive come pallamano e pallanuoto e che, probabilmente, &egrave; destinata ancora a crescere dopo la recente qualificazione della Slovenia ai prossimi mondiali di calcio in Sud Africa. Il responsabile del settore giovanile &egrave; Alfred Jermanis, giramondo del calcio, visti il suoi trascorsi agonistici nel Rapidi Vienna, Apoel Nicosia e Giappone, oltre naturalmente nel campionato Sloveno, anche ai tempi dell&rsquo;Ex Yugoslavia. &ldquo;Nella mia carriera ho appreso &ndash; spiega il mister &ndash; che non esistono scorciatoie per il successo e che solo un duro e serio lavoro, alla fine, paga veramente. Il lavoro, infatti, porta sacrificio e quindi risultati a lungo andare: questo &egrave; l&rsquo;insegnamento che voglio trasmettere ai ragazzi quotidianamente poich&eacute; &egrave; cos&igrave; facile perdersi lungo la strada, cercando di resistere alle mille distrazioni ed alla comodit&agrave; della nostra epoca&rdquo;. Ed &egrave; anche l&rsquo;opportunit&agrave; di &ldquo;arrivare&rdquo; nel calcio professionistico ad essere offerta ai ragazzi, ad esempio attraverso la recente collaborazione diretta con l&rsquo;US Triestina Calcio di cui Jermanis &egrave; particolarmente soddisfatto. Le differenze che emergono, durante allenamenti e partite, specie contro le squadre triestine e goriziane sono, oltre all&rsquo;agonismo dai toni decisi in campo, la &ldquo;fame&rdquo; di calcio degli atleti sloveni ed il diverso modo di vivere e far vivere lo sport. Ad esempio le trasferte, a volte sino ai confini con l&rsquo;Ungheria delle squadre under 18 e 16 nazionali, sono organizzate dalla Federazione in modo che entrambe giochino insieme nella stessa giornata - per affrontare l&rsquo;evento sportivo tutti insieme e per tagliare i costi dei viaggi sempre troppo alti - ma &egrave; capitato anche di assistere ad uno dei quattro allenamenti settimanali degli allievi nazionali svolto proprio in una sala di ballo &ldquo;latino americano&rdquo; - anche attraverso il ritmo e la coordinazione tipica di queste danze si possono migliorare non solo la performance del calciatore ma l&rsquo;atleta stesso - mentre la massima seriet&agrave; e tranquillit&agrave; regnano fuori dal terreno di gioco. Al di l&agrave; di un confine, a volte, c&rsquo;&egrave; ancora un altro confine: spesso, questo &egrave; solamente nella nostra mente.</font></p>]]></content>
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		<issued>2010-01-09T20:34:00+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[Tornei Giovanili... date il calcio d’inizio!]]></title>
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		<created>2009-12-29T10:22:53+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<div align="justify"><font size="2" face="Verdana"><img align="right" src="/public/torneigiovanilicom.jpg" alt="" />EduCalcio.it &egrave; lieto di informarvi che anche per questa stagione sportiva, vista il grande successo di quella appena conclusa, ha rinnovato la partnership con </font><a href="http://www.2erreorganizzazioni.it/" target="_blank"><font size="2" face="Verdana">2erre Organizzazioni</font></a><font size="2" face="Verdana">, societ&agrave; che si occupa di <strong>organizzare e promuovere tornei di calcio giovanile in ambito locale, nazionale e internazionale</strong>. In tutti i tornei in calendario (ben 7 nel 2010!!), alla Societ&agrave; che si sar&agrave; distinta per particolari gesti di fair play e di educazione (sia in campo che fuori&hellip;) verr&agrave; consegnato, al momento delle premiazioni, il premio disciplina &ldquo;<strong>TROFEO EDUCALCIO</strong>&rdquo;.</font></div>
<div align="justify"><font size="2" face="Verdana">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><font size="2" face="Verdana">Verr&agrave; poi promosso, in primavera, un nuovo concorso, dove estenderemo l&rsquo;invito a tutte le societ&agrave; partecipanti ai tornei di 2erre Organizzazioni e consultabili sul sito internet <a href="http://www.torneigiovanili.com" target="_blank">www.torneigiovanili.com</a>. Intanto abbiamo il piacere di <strong>presentarvi in anteprima tutti i tornei</strong>: al termine di questo articolo troverete il link per scaricare l&rsquo;intero catalogo dei tornei e delle proposte 2Erre.</font></div>
<div align="justify"><font size="2" face="Verdana">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><font size="2" face="Verdana"><strong>Gardaland CUP</strong> &ndash; <em>Lago di Garda (Verona)</em> - 1/5 aprile</font></div>
<div align="justify"><font size="2" face="Verdana">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><font size="2" face="Verdana"><strong>Aqualandia CUP</strong> &ndash; <em>Jesolo (Venezia)</em> &ndash; 10/13 giugno</font></div>
<div align="justify"><font size="2" face="Verdana">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><font size="2" face="Verdana"><strong>Caorle Cup 2010</strong> &ndash; <em>Caorle (Venezia)</em> &ndash; 1/5 aprile</font></div>
<div align="justify"><font size="2" face="Verdana">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><font size="2" face="Verdana"><strong>Venezia Cup 2010</strong> &ndash; <em>Jesolo (Venezia)</em> &ndash; 30 aprile/2 maggio</font></div>
<div align="justify"><font size="2" face="Verdana">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><font size="2" face="Verdana"><strong>Pesaro Cup 2010</strong> &ndash; <em>Pesaro</em> &ndash; 16/20 giugno</font></div>
<div align="justify"><font size="2" face="Verdana">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><font size="2" face="Verdana"><strong>Valpolicella Trophy 2010</strong> &ndash; <em>Valpolicella (Verona)</em> &ndash;&nbsp;4/7 giugno </font></div>
<div align="justify"><font size="2" face="Verdana">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><font size="2" face="Verdana"><strong>Nevegal Football Kids Cup 2010</strong> &ndash; <em>Nevegal (Belluno)</em> &ndash; 11/13 giugno</font></div>
<div align="justify"><font size="2" face="Verdana">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><font size="2" face="Verdana">&nbsp;</font></div>
<div align="center"><font size="5" face="Verdana"><strong><a href="http://www.educalcio.it/allegati/CATALOGO_2erre_2010.pdf" target="_blank">SCARICA IL CATALOGO COMPLETO</a></strong></font></div>
<div align="justify"><font size="2" face="Verdana">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><font size="2" face="Verdana">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><font size="2" face="Verdana">Per qualsiasi informazione, non esitate a <a href="http://www.torneigiovanili.com" target="_blank">visitare il sito</a>, telefonare al numero 041/7128476 o <a href="mailto:info@2erreorganizzazioni.it?subject=CONTATTO%20da%20EduCalcio.it">scrivere una mail</a>.</font></div>]]></content>
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		<issued>2009-12-29T10:22:53+01:00</issued>
		<modified>2009-12-29T10:22:53+01:00</modified>
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		<title><![CDATA[Ancora un grande successo di "Merenda in Campo!"]]></title>
		<id>http://www.educalcio.it/dblog/articolo.asp?articolo=111</id>
		<created>2009-11-04T14:49:58+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<div align="justify"><font size="2" face="Verdana"><img alt="" align="right" src="/public/calcioinizio.JPG" />Grande successo per la seconda edizione di &ldquo;<b><a href="http://www.educalcio.it/dblog/articolo.asp?articolo=109" target="_blank">Merenda in Campo!</a></b>&rdquo; dove possiamo dire di aver confermato i numeri della precedente edizione: questo significa che <b>pi&ugrave; di 15mila ragazzi</b> sono stati coinvolti, insieme ai loro genitori, allenatori e dirigenti. Se ci&ograve; si &egrave; reso possibile, il <strong><u>GRAZIE</u></strong> va alle societ&agrave; sportive che hanno risposto positivamente al nostro invito. Siamo fermamente convinti che, al di l&agrave; della semplice stretta di mano e della piccola merenda, questi piccoli gesti possano davvero aiutare i nostri bambini e ragazzi a crescere e a costruire un mondo del calcio (e non solo...) migliore! A questo proposito ci sembra importante aver esteso l&rsquo;invito ai genitori, per ricordare loro la grande valenza educativa che pu&ograve; avere lo sport. Il nostro sogno &egrave; che il &ldquo;<em>terzo tempo</em>&rdquo; possa diventare una consuetudine in tutte le partite di calcio giovanile, a tutti i livelli. Se la cosa funziona da anni (e con grande successo...) in altre pratiche sportive, perch&eacute; nel calcio non si pu&ograve; fare?! &Egrave; vero che molte societ&agrave; (e ci siamo accorti dopo aver lanciato questa iniziativa nel marzo 2009) fanno gi&agrave; il &quot;terzo tempo&quot; in tutte le partite casalinghe: ma sono ancora troppo poche!!! Speriamo, grazie a &ldquo;Merenda in Campo!&rdquo;, di aver fatto venir voglia ad alcune societ&agrave; di proporre il &ldquo;<i>terzo tempo</i>&rdquo; in tutte le partite casalinghe da qui alla fine del campionato!&nbsp;Vi &ldquo;buttiamo l&igrave;&rdquo; un'idea che abbiamo e che stiamo cercando di concretizzare per il futuro&hellip; il &ldquo;<b>Chupa Chups Day</b>&rdquo;&hellip; ma non vogliamo svelarvi troppo&hellip; Ancora grazie a tutti!</font></div>
<div align="justify"><font size="2" face="Verdana">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><font size="1" face="Verdana">Continuate a inviarci le vostre foto delle merende insieme del 24/25 marzo 2009 a </font><a href="mailto:staff@educalcio.it"><span><font color="#9d4444" size="1" face="Verdana">staff@educalcio.it</font></span></a><font size="1" face="Verdana">: le pubblicheremo molto volentieri in questo post! Estrarremo poi, tra tutti quelli che ci hanno inviato le loro fotografie, alcuni premi offerti da <strong>Acerbis FootBall</strong>! Lasciate pure le vostre impressioni e i racconti della vostra &ldquo;Merenda in Campo!&rdquo; in questo post nell'area commenti.</font></div>
<div align="justify"><font size="1" face="Verdana"></font></div>
<p align="center"><img alt="Vibe Brianza" src="http://www.educalcio.it/public/mic2_Vibe_Brianza.JPG" /></p>
<p align="center"><img alt="Vibe Brianza" src="http://www.educalcio.it/public/mic2_Vibe_Brianza_2.JPG" /></p>
<p align="center"><img alt="U.S. Clusone" src="/public/mic2_us_clusone.JPG" /></p>
<p align="center"><img alt="U.S. Clusone" src="/public/mic2_us_clusone2.JPG" /></p>
<p align="center"><img alt="U.S. Clusone" src="/public/mic2_us_clusone3.JPG" /></p>
<p align="center"><img alt="Pol. Orat. Clusone" src="/public/mic2_pol_clusone.jpg" /></p>
<p align="center"><img alt="Pol. Orat. Clusone" src="/public/mic2_pol_clusone2.jpg" /></p>
<p align="center"><img alt="Pol. Orat. Clusone" src="/public/mic2_pol_clusone3.jpg" /></p>
<p align="center"><img alt="A.C. San Rocco" src="/public/mic2_sanrocco_01.jpg" /></p>
<p align="center"><img alt="A.C. San Rocco" src="/public/mic2_sanrocco_02.jpg" /></p>
<p align="center"><img alt="Scuola Calcio Polisportiva Feldi Eboli" src="/public/mic2_scuola_calcio_pol_feldi_eboli.JPG" /></p>
<p align="center"><img alt="ASD Ceriara Calcio" src="/public/mic2_asd_ceriara_calcio.JPG" /></p>
<p align="center"><img alt="Pol. Granzette" src="/public/mic2_Pol_Granzette1.JPG" /></p>
<p align="center"><img alt="Pol. Granzette" src="/public/mic2_Pol_Granzette2.JPG" /></p>
<p align="center"><img alt="Pol. Granzette" src="/public/mic2_Pol_Granzette3.JPG" /></p>
<p align="center"><img alt="GSO Teramo" src="/public/mic2_gso_teramo.jpg" /></p>
<p align="center"><img alt="GSO Teramo" src="/public/mic2_gso_teramo2.jpg" /></p>
<p align="center"><img alt="Foto di: Adriana Savoldelli Photoclub Someanza Casnigo" align="middle" src="/public/mic2_Alzanocene.JPG" /></p>
<p align="center"><img alt="Foto di: Adriana Savoldelli Photoclub Someanza Casnigo" src="/public/mic2_DSC_0303.JPG" /></p>
<p align="center"><img alt="Foto di: Adriana Savoldelli Photoclub Someanza Casnigo" src="/public/mic2_DSC_0296.JPG" /></p>
<p align="center"><img alt="Foto di: Adriana Savoldelli Photoclub Someanza Casnigo" align="middle" src="/public/mic2_aurora_rosso_seriate.jpg" /></p>
<p align="center"><img alt="Foto di: Adriana Savoldelli Photoclub Someanza Casnigo" src="/public/mic2_us_clusone.JPG" /></p>
<p align="center"><img alt="Sportispica " src="/public/mic2_sportispica_marco_monaco.JPG" marco="" /></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[Sull’educazione dei giovani, io sto con mister Mourinho]]></title>
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		<created>2009-11-03T18:59:37+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><font size="2" face="Verdana"><em><img alt="" align="left" src="/public/mourinho.jpg" />Pubblichiamo &quot;Il Punto&quot; di <strong>Massimo Achini</strong>, presidente nazionale del <a href="http://www.csi-net.it" target="_blank">Centro Sportivo Italiano</a>, del 31 ottobre 2009, sperando possa essere un interessante spunto di discussione sul tema dell'<strong>educazione nei giovani calciatori</strong>.</em></font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">Caro Mourinho, ci voleva un uomo con incredibili doti di comunicazione come Lei per far parlare i giornali dell&rsquo;educazione dei giocatori. Mi riferisco alle Sue affermazioni delle scorse settimane su Balotelli, che i giornali hanno sintetizzato nel virgolettato &laquo;<em>I giovani di oggi pensano troppo alla Ferrari...</em>&raquo;. In realt&agrave; credo che il suo ragionamento andasse oltre, ruotando intorno ad un interrogativo ed ad una certezza. Da un lato: &ldquo;<em>Chi pensa all&rsquo;educazione dei calciatori?</em>&rdquo; E dall&rsquo;altro: &laquo;<em>Per vincere &egrave; importante avere atleti che non siano solo bravi giocatori, ma anche uomini con la testa sulle spalle, ancorati ai fondamentali valori della vita!</em>&raquo;. Si tratta di due verit&agrave; che sosteniamo da tempo. In un mondo del calcio spesso staccato dalla realt&agrave; (e non sia un giudizio negativo), dove un giovane emergente si ritrova subito ad avere abbondanza di soldi, donne e popolarit&agrave;, chi pensa seriamente ad educare questi ragazzi? Vede Mister, questo ragionamento ci interessa per tanti motivi. Il primo: quando si parla di educazione nello sport, siamo sempre interessati, &egrave; la nostra mission dal 1944. Il secondo: il Balotelli di turno inevitabilmente finisce per essere un modello di riferimento per migliaia e migliaia di giovani, attraverso il quale passano con grande immediatezza messaggi positivi o negativi. Il terzo motivo - che credo interessi di pi&ugrave; anche a Lei - &egrave; che &ldquo;educazione e prestazione&rdquo; non sono &ldquo;nemiche&rdquo;, anzi una &egrave; strategicamente funzionale all&rsquo;altra. In parole povere, per vincere &egrave; importante curare anche gli aspetti umani dei ragazzi che si hanno in squadra, a tutti i livelli, dal campetto d&rsquo;oratorio alla serie A. In questa direzione, caro Mister, il mondo odierno del calcio ha bisogno di dimostrare innovazione e coraggio, proprio come lei ha fatto parlando di Balotelli. Noi proviamo a seguirla e a rilanciare. Non crede sia arrivato il tempo di introdurre nel team dei grandi club la figura del &ldquo;direttore educativo&rdquo;? Decenni fa &egrave; stata inventata la figura del direttore sportivo perch&eacute; il calcio stava diventando un serio business, e serviva una figura che coordinasse la vita della squadra fuori dal campo. Oggi &egrave; arrivato il tempo di osare, di andare oltre. Serve inserire nello staff della prima squadra chi si occupi degli aspetti educativi della vita degli atleti al di l&agrave; degli aspetti organizzativi, qualcuno che in modo discreto e non invasivo gli proponga di vivere nel loro tempo libero esperienze umane importanti, capaci di non fargli dimenticare i veri valori della vita. Sarebbe utile per loro (gli atleti), per la societ&agrave; sportiva, per i risultati agonistici, per il sistema calcio, per migliaia di ragazzi che prendono esempio dai campioni. Da tempo collaboriamo con diversi club di serie A. Si riescono a fare belle cose educative con i settori giovanili, mentre le prime squadre sembrano essere fortini inespugnabili. Serve invece il coraggio di &ldquo;investire&rdquo; nell&rsquo;azione educativa nel calcio professionistico, come azione strategica e non come fatto occasionale e marginale. Attendiamo con fiducia qualcuno capace di cogliere il significato di questa intuizione.</font></p>
<p align="right"><font size="2" face="Verdana"><strong>Massimo Achini</strong></font></p>]]></content>
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