Una lettera per riflettere
Di Admin (del 21/11/2007 @ 13:47:46, in EduCalcio, linkato 7532 volte)
Lettera inviata da alcune società sportive ai genitori dei bambini iscritti, con l'obiettivo di dare uno spunto di riflessione e di diffondere tra le famiglie una sana mentalità della pratica sportiva.
Caro papà, lo sai papà che quasi mi mettevo a piangere dalla rabbia, quando ti sei arrampicato sulla rete di recinzione, urlando contro l'arbitro? Io non ti avevo mai visto così arrabbiato! Forse sarà anche vero che lui (l'arbitro) ha sbagliato; ma quante volte io ho fatto degli errori senza che tu mi dicessi niente. Anche se ho perso la partita "per colpa dell'arbitro", come dici tu mi sono divertito lo stesso. Ho ancora molte gare da giocare e sono sicuro che se non griderai più, l'arbitro sbaglierà di meno... Papà, capisci, io voglio solo giocare, ti prego, lasciamela questa gioia, non darmi suggerimenti che mi fanno solo innervosire; "tiraaa", "passaaaaa", "fai tutto da solo", "buttalo giù". Mi hai sempre insegnato a rispettare tutti, anche l'arbitro e gli avversari e di essere sempre educato... E se "buttassero giù" me, quante parolacce diresti? Un'altra cosa, papà: quando il mister mi sostituisce o non mi fa giocare, non arrabbiarti. Io mi diverto anche a guardare i miei amici, stando seduto in panchina. Siamo in tanti ed è giusto far giocare tutti (come dice il mio mister). E per piacere insegnami a pulire le mie scarpe da calcio. Non è bello che tu lo faccia al posto mio, ti pare? Scusami, papà, ma non dire alla mamma al ritorno dalla partita: "oggi ha vinto" o "ha perso"; dille solo che mi sono divertito tante e basta. E poi non raccontare, ti prego, che ho vinto perché ho fatto un goal bellissimo: non è vero papà! Ho buttato il pallone dentro la porta perché il mio amico mi ha fatto un bel passaggio, il mio portiere ha parato tutto, perché assieme agli altri miei amici, ci siamo impegnati moltissimo: per questo abbiamo vinto (ce l'ha detto il mister). E ascoltami papà: al termine della partita, non venire nello spogliatoio per vedere se faccio la doccia o se so vestirmi. Che importanza ha se mi metto la maglietta storta? Papà devo imparare da solo! Sta sicuro che diventerò grande anche se avrò la maglietta rovesciata, ti sembra? E lascia portare a me il borsone: vedi? C'è stampato il nome della mia squadra e mi fa piacere far vedere a tutti che io gioco a pallone. Non prendertela papà se ti dico queste cose, lo sai che ti voglio tanto bene... ma adesso è già tardi. Devo correre al campo per l'allenamento. Se arrivo tardi il mio "mister" non mi farà giocare la prossima volta... Ciao!

Foto: LaValGandino
Credo che questa lettera sintetizzi perfettamente lo spirito che lo sport dovrebbe avere
Di
stefano
(inviato il 27/04/2008 @ 18:14:06)
La stampo subito e domani all'allenamento la distribuisco ai miei ragazzi degli esordienti. Grazie per tutto quello che fate per il calcio giovanile
Di
Giorgio
(inviato il 31/08/2008 @ 19:51:41)
l'ho scaricata e oltre al nostro sito l'aggiungerò alla lettera di inizio stagione da dare ai genitori perchè si sposa con la nostra filosofia di gestione sportiva in Oratorio
Di
Luca
(inviato il 09/10/2008 @ 07:12:58)
Titolo: Ridiamo il Giuoco del calcio nelle mani dei bambini.
Basta. Non è possibile continuare a vedere lo sfacelo morale che ormai aleggia e dilaga in maniera esponenziale ed in inesorabile crescendo sulle partite dei nostri piccoli calciatori. Non si può più vedere scene raccapriccianti di genitori che dagli spalti esortano i figli di sette, otto, nove anni a “farsi rispettare” in campo reagendo ai falli e “facendo capire con chi hanno a che fare” all’avversario, ovvero un bambino esattamente come il loro. Finiamola e prendiamo provvedimenti seri con allenatori e dirigenti che per tutta la durata di una partita di Piccoli Amici, che secondo la Federazione dovrebbe avere esclusivamente scopo LUDICO, DIDATTICO e PROMOZIONALE, non perdono occasione per insultare l’arbitro o colpevolizzare i bambini per giocate sbagliate portando grande frustrazione nell’animo dei piccoli atleti e istigando, di conseguenza, i comportamenti vergognosi da parte dei genitori che a loro volta si sentono in dovere, in obbligo, di appoggiare le gesta dell’allenatore che “GIUSTAMENTE” ce l’ha con l’arbitro in quanto sta palesemente rovinando la partita e compromettendo il giusto risultato!
Basta. Per favore, basta.
Ridiamo il giuoco del calcio nelle mani dei bambini senza riversare su di essi le nostre frustrazioni o le mancate aspirazioni, senza utilizzare quella mezz’ora di partita dei nostri figli come uno sfogo anche violento dei problemi che ci attanagliano.
Allontaniamo dai campi allenatori che utilizzano i bambini come mezzo per le loro assurde manie di protagonismo in cui la spasmodica ricerca del risultato nasce dalla precisa volontà di farsi conoscere come personaggio sempre vincente.
Basta.
Facciamo gestire le partite direttamente dai bambini, senza arbitro, senza allenatore presente e senza genitori sulle gradinate pronti a scannarsi “in nome” dei figli. I bambini non hanno bisogno di nessuno per giocare una partita di calcio. Siamo noi, adulti, che abbiamo bisogno di dare sfogo alle nostre ansie utilizzando il giuoco dei nostri bambini.
Dobbiamo cambiare, noi. Nel frattempo, facciamo fare le cose ai bambini, unici che veramente sanno come farle!
Di
G*
(inviato il 05/02/2009 @ 12:14:59)
Ho letto i vostri commenti e vi porto la mia esperienza. Come responsabile del Settore giovanile ho distribuito questa lettera ad inzio stagione a tutti, ho ricevuto commenti lusinghieri sul teso della lettera da parte di molti, ma purtroppo quasi nessuno ha recepito il vero senso di quello che c'è scritto. HO riscontrato Genitori che pensano di avere un campione, allenatori che hanno pensato che aver distribuito da parte della società questa lettera possono fare quallo che vogliono senz tenere conto di quello che voglio i bambini. In sintesi se vogliamo che i nostri ragazzi si divertano occore che tutti genitori allenatori etc si ricordino di quando dopo la scuola giocavano all'oratorio o per strada con i propri compagni al pallone solamente per puro divertimento. Lasciamo da parte le nostre ambizioni di genitori e le nootre manie di essere i migliori allenatori,ascoltiamo i bambini e sicuramente il calcio potrà essere milgiore.
Di
Attilio
(inviato il 09/02/2009 @ 23:23:46)
cari amici che lavorate con lo spirito giusto per far crescer bene i vostri figli, ricodarda che tutte queste bellissime lettere e altrettante bellissime parole vengono prese in considerazione solo appena lette. Io sono una mamma che segue il calcio da anni questo per la passione di mio figlio che poi ha trasmesso a anche a me vi garantisco però che non è così il calcio fin dai primi calci al pallone è un mondo di fregature , di sotterfugi,di tante bugie e cattivi esempi. Voi pensate veramente che nel calcio ci sia giutizia ?Che ci sia una parte bella che va presa in considerazione? Quando mai ricordatevi che sul campo i vostri figli corrono ,giocano, imparano ma a nulla serve questo ai fini della società intesa come gruppo come fusione di amcizi, non siamo ipocreti ogni volta che un ragazzo sbaglia un tiro,una gara ,una prestazione sarà messo alla gogna e sotto amci,dirigenti.organci ne fanno carne da macello senza guardare nessun tipo di età. quindi cari amici di Educacalcio ricordate che il piccolo che viene prediletto si vede sarà sempre un gratino sopra il vostro e se per puro caso non vi siete mai resi conto arriverà l giorno che qualcuno vi dirà apertamente suo figlio non è portato e allora vi sentirete feriti e vostrette urlare ai quattro venti ma chi siete? chi vi da il diritto di non credere nel futuro di qualcuno? io vivo per aspettando il futuro come voi ma non so quale sarà,l'unica cosa che posso dirvi è che non dovete mollare mai perchè una volta un grande regista americano preso a fare i provini per un suo importane film , guardò con un sorriso cretino un ragazzo in piedi sul palco e le disse" Lei non diventerà mai un attore" quel ragazzo per chi non lo sapesse si chiamava Robert De Niro.
Di
fiorella22
(inviato il 12/07/2009 @ 01:01:12)
SCUSATE TUTTI MA SONO COSTRETTA A RISCRIVERE IL MIO PEZZO PERCHE' MI SONO ACCORTA DEI MOLTI ERRORI VISTO CHE ERA L'UNA DI NOTTE PERDONATEMI cari amici che lavorate con lo spirito giusto per far crescere bene i vostri figli, ricordatevi che tutte le bellissime lettere e parole che si scrivono e dicono vengono prese in considerazione dagli addetti ai lavori solo per qualche istante e poi nulla piu'. Io sono una mamma che segue il calcio da tanti anni dieci per l'esattezza e questo per la grande passione di mio figlio che poi a sua volta ha trasmesso anche a me, il calcio purroppo non è affatto quello che vorremmo che sia! il calcio è un mondo di fregature,di bugie e cattivi esempi. Voi credete veramente che nel calcio ci sia giustizia sportiva?Che ci sia qualcuno che veda le cose nel verso giusto? NO NO e NO, i vostri figli sul campo corrono,giocano,imparano ma spesso a nulla serve, la società arriva a girarti le spalle nel momento del bisogno quando un ragazzo commette un errore , una gara storta ecc. viene subito messo alla gogna e la prima cosa che viene detta è colpa del genitore !!!ma andiamo mi dite voi quanti genitori vorrebbero il male per il loro figlio? facciamo i seri la colpa viene addossata al genitore per lavarsi le mani come Ponzio Pilato! cari amici di Educalcio ricordate che c'è sempre qualcuno che sarà un gradino sopra a vostro figlio ma nessuno avrà mai il coraggio di dirvi vai a casa e così vi ritroverete dopo anni di sacrifici a guardare vostro figlio andare alla deriva perchè solo alla fine scopre che non c'è posto per chi non ha le giuste raccomandazioni e conoscenze!! L'unica cosa che posso dirvi è che non dovete mollare mai perchè proprio come avevo già scritto questa notte " un grande regista americano alle prese con il casting per un suo importante film si mise a ridere vedendo recitare in giovane con poca esperienza che si era presentato al provino e con ghigno da superbo gli disse" lei non diventerà mai un attore" quel ragazzo si chiamava Robert de Niro. Scusate ancora per la replica e se ci fosse qulcuno che abbia la voglia di rispondermi apprezzerei veramente un commento positivo o negativo che sia. cordialemte Fiorella 22 grazie redazione .
Personalmente per mio figlio preferisco guardare ad altri traguardi che vanno ben oltre il calcio e quest'ultimo preferisco rimanga solo un impegno legato al sano divertimento sportivo, senza far troppe tragedie se qualcosa non gira come vorrei...semplicemente cambio società...di professionisti ne esce uno su 40.000...se studia e s'impegna può diventare qualcuno..
Di
G*
(inviato il 14/07/2009 @ 14:51:57)
Sig.G grazie per avermi risposto era ovvio che lo studio e l'istruzione va oltre ogni cosa non per questo mio figlio è diplomato allo scientifico per questo non ho neanche messo in dubbio la formazione scolastica che viene prima di ogni cosa.Il mio sfogo va oltre questo arriverà il giorno che Suo figlio vedrà il calcio non più come gioco fine a se stesso ma come un impegno serio,impegno di passione e tantissimo sacrificio allora inizierà a farle tantissime domande lo vedrà piangere per la maglia, inizierà a dirle perchè io non posso andare avanti? perchè quello che è peggio di me sta giocando? perchè e perchè mi creda quel giorno arriva per tutti e bisogna trovarsi pronti e dirgli in faccia che i sogni nel calcio non si averano quasi mai e che spesso restano sospesi nei pensieri e nel cuore delle persone e sarà difficile vedere la delusione nel volto di un figlio mentre Lei vorrebbe fare del tutto per aiutarlo ma non potrà fare nient'altro che attendere che diventi abbastanza grande per capire da solo. arriviederci sig.G
Attenzione: innanzitutto il calcio NON è la vita! Può esserne parte, anche integrante, ma non è TUTTA la vita.. Poi, come già detto, se il ragazzo davvero è bravo non capisco quale sia il problema: basta cambiare società ed il gioco è fatto. Capisco il dolore che si può provare per i colori ai quali si deve rinunciare ma se non esiste altra via bisogna rassegnarsi, che ci piaccia o no. Se si rinuncia ad una società a livello dilettantistico penso che la questione del cambio sia tutto sommato abbastanza indolore...se invece bisogna andare via da una squadra professionistica posso perfettamente capire che la cosa crei un certo disagio morale ed un crollo dei sogni ma, personalmente, sono dell'idea che nelle società professionistiche sia difficile che giochino quelli "peggio"...
Di
G*
(inviato il 20/07/2009 @ 12:40:00)
Ogni genitore nel suo intento vuole essere buon maestro per i figli, capita però qualche volta, pur con tutto l'amore, che sbagli per eccesso d'affetto... e i ragazzi guardano ad altri,come chi ha sete guarda ad una fontana che sgorga dalla roccia.
So di rendermi impopolare,sono già stato accusato di difendere a spada tratta i Genitori.Questa lettera che circola come una catena di S.Antonio tra le società sportive,rispecchia ciò che qualche volta purtroppo accade nei campi dove giocano le giovanili. Se fosse scritta dai “piccoli” sarebbe addirittura commovente perché conterrebbe solo “lo sai papà che ti voglio tanto bene”.Dal momento che è scritta dai grandi, preferisco maneggiare con cautela.Guardiamo al rovescio della medaglia…per tanto tempo chi ha dato esempi scaricando colpe e responsabilità, sulle Federazioni, su gli Arbitri?…attenzione a “scalare”; stiamo arrivando a sfiorare i Genitori ai quali comunque non dovremmo in ogni modo mai sostituirci. Se intesa come proposta di sensibilizzazione, tentativo di dialogo e di un entusiasmante coinvolgimento questa lettera è ammirevole; sarebbe davvero un peccato, se diventasse uno dei tanti alibi di “noi-adulti-addetti-ai-lavori” per coprire le nostre carenze, l’incapacità di dialogare, di saper coinvolgere ed entusiasmare e soprattutto la buona medicina a quell’allergia da sconfitte.Se così fosse, esaurito anche l’alibi dei Genitori non ci resterebbero che gli ultimi; scaricare su chi ci pulisce gli spogliatoi o ci tira le righe sul campo!
1 su 10.000 "ce la fà" così dicono i matematici e gli amanti delle statistiche.Sarebbe molto più interessante però sapere degli altri 9.999; perché non sono riusciti, magari non hanno avuto raccomandazioni, non hanno voluto accettare compromessi,hanno dato priorità agli affetti. Da ...un punto di vista più umano sarebbe decisamente meglio sapere come stanno, se si sentono sconfitti, se e come stanno preparando la loro riscossa e soprattutto capire se e in che modo possiamo dare una mano.
Per essere precisi la media nazionale legata al rapporto tra ragazzi che arrivano nella categoria Giovanissimi, dove cioè finisce la scuola calcio e di conseguenza NON giocano più tutti, e quelli che fanno poi del calcio un mestiere, magari per pochi anni, quindi quelli che riescono ad arrivare minimo in Serie D, è 1/40.000.
Questo tracollo di giovani nel calcio italiano è sicuramente da ricercarsi nelle società che troppo spesso non curano il proprio vivaio preferendo ragazzi stranieri in quanto risultano più gestibili (non hanno genitori tra i piedi, per esempio, o raccomandazioni che non si possono NON ascoltare...) e hanno comunque molte meno pretese e "grilli" per la testa dei ragazzi Italiani, specie quelli che arrivano da paesi dove il calcio viene visto come unico modo per fuggire da una vita di stenti...
Di
Alessandro M.
(inviato il 07/04/2010 @ 10:49:43)
Per caso ho letto tutte i commenti alla lettera iniziale che viene riportata come scritta da alcune società sportive ed inviata ai propri tesserati per uno spunto di riflessione e per diffondere una sana mentalità della pratica sportiva. condivido il contenuto , ma non il metodo. come Presidente di una gloriosa e pluridecorata per valori etici, sociali e si solidarità di Milano, oltre alla melina del buonismo colgo segni di ipocrisia che purtroppo animano anche le società del mondo calcistico dilettantistico. Tutte le categorie di appartenenza sai piccoli amici alle categorie competitive fino alle interregionali appartenenti al mondo dilettantistico soffrono di eccessi di tutti i titpi. Quelli che mi sento di dover tutelare più degli altri sono quelli riferiti ai bambini fino ai 12 anni e cioè fino agli esordienti. Insegnare loro il divertimento come cosa primaria è una esigenza indispensabile e da perseguire da parte di tutti gli adulti. Quindi nessuna competitività, tutti devono giocare, risultati secondo le regole del SGS e soprattutto ricerca di amicizia e solidarietà da parte degli istruttori che devono operare come volontari e non come insegnanti prezzolati. I genitori devono solo assecondare questi volontari che si prestono per far divertire i loro figli. Chi non si allinea a questi principi meglio che scelgano uno sport individuale per il loro figliolo. Educazione, rispetto e lealtà devono avere priorità assoluta, senza eccezione. Sono le regole sacrosante che la società da me presieduta segue da oltre trent'anni e con un certo orgoglio penso che i volontari collaboratori che si prestano a darmi una mano sappiano apprezzare questi principi. però ahimè qualche eccezione esiste sempre e allora occorre aver pazienza ed educare anche gli adulti, se ci si riesce bene, se non ci si riesce e l'animo non segue l'istinto del cuore, la divisione diventa necessaria, ma i principi ispiratori devono essere trasparenti e chiari fin dal primo tesseramento FIGC. Non dico il nome della società per non pubblicizzare indebitamente valori non in vendita, ma comprensibili solo con la pratica e con l'esempio indipendentemente dal colore della pelle o dalla cittadinanza. Angelo P.
La lettera "caro papà", è stata scritta da Bruno Etrari- Verona-
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