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Educare con lo sport: lancia i tuoi spunti, ne parleremo a Gandino (BG)
Di Admin (del 18/01/2010 @ 20:24:12, in Varie, linkato 2381 volte)
Il Vicariato Val Gandino organizza per MERCOLEDI’ 27 GENNAIO alle 20.45 nel Cinema Teatro Loverini di Gandino (Oratorio) un incontro dibattito nell’ambito della Settimana di San Giovanni Bosco 2010. Una serata pensata e voluta per discutere insieme sul senso dello sport quale mezzo primario per l’educazione dei ragazzi e dei giovani. Tra i vari ospiti d’eccezione che parteciperanno ci sono il Vescovo, mons. Francesco Beschi, il responsabile del Settore Giovanile dell’Atalanta B.C., Mino Favini, il direttore de L’Eco di Bergamo, Ettore Ongis. E ancora Eugenio Perico, ex calciatore professionista e allenatore di squadre giovanili, Lucia Castelli, pedagogista dell’Atalanta B.C., Daniela Vassalli, mamma-campionessa nell’atletica.
 
L’idea è quella di una chiacchierata aperta e coinvolgente riguardo ai temi del “fare sport” oggi per i giovani e le famiglie, i grandi valori ad esso connessi e il necessario approccio responsabile degli educatori. Per costruire la base di discussione durante la serata, abbiamo bisogno di spunti che vi invitiamo a lasciare nei commenti a questo post!
 
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# 1
approfondirei l'aspetto che riguarda le motivazioni per la quale a 14/15 anni molti ragazzi abbandonano lo sport.
mi hanno riferito che la dott.ssa castelli affronta spesso e molto bene questo argomento.... forse varrebbe la pena parlarne.... grazie di questa possibilità
Di  marco  (inviato il 13/01/2010 @ 18:46:01)
# 2
Penso che si poco da approfondire in merito...nel calcio a quell'età se non sei "bravo" puoi trovare posto solo in squadre in cui nessuno vuole giocare; in altri sport, nuoto ad esempio, si richiede un impegno negli allenamenti a dir poco mostruoso che vede i giovani atleti a nuotare tutti i giorni, per diverse ore e addirittura almeno un'ora, sempre tutti i giorni, prima di andare a scuola...
Non è facile comtinuare...
Di  G*  (inviato il 14/01/2010 @ 17:31:55)
# 3
Segnalo un recente intervento di don Michele Falabretti, direttore dell’Ufficio della Pastorale Età Evolutiva della Diocesi di Bergamo.

“Lo sport è ancora capace di aggregare. Di più: è capace di schierare idealmente le persone in una contesa nella quale il gioco delle parti è continuo e coinvolgente. Ma uno sguardo disincantato ci fa vedere le insidie sempre presenti di uno sport ormai prigioniero delle logiche di mercato: stipendi, sponsorizzazioni, contrattazioni televisive, qualche volta il tentativo di vincere a ogni costo (anche con strumenti poco leciti: doping, tentativi di corruzione o sudditanza psicologica che dir si voglia).
Eppure lo sport potrebbe rappresentare molto. Lo sport è la possibilità di misurarsi con sé stessi, crescere in un sano equilibrio tra corpo e spirito, misurarsi con l’altro pur entrando in competizione e lasciando che il confronto non trasformi avversari in nemici, imparare il gioco di squadra, comprendere il valore delle regole, della fatica e del bisogno di allenarsi, imparare a vivere le vittorie e ad accettare le sconfitte; è mettersi di fronte agli altri per dimostrare qualcosa di sé.
In tutto questo c’è la rappresentazione della vita: per questo lo sport può diventare momento educativo, perché quello che propone è sintesi e rielaborazione di molti altri momenti quotidiani. Educare i ragazzi a vivere questi aspetti con stile, significa farli crescere come persone che realizzano pienamente la propria umanità con lo stile di un confronto sereno con l’avversario, con la voglia di costruire una collaborazione efficace con i compagni di squadra: è Vangelo!”

La mia domanda: abbiamo il coraggio di dirlo chiaro, di farci i titoloni sui giornali del lunedì e di costruirci i dibattiti degli sport shows televisivi?
Oppure resta una bella predica e basta, che lasciamo ai convegni e non ai campi di gioco?
Dirai mai Mourinho qualcosa del genere?
Di  gbg  (inviato il 18/01/2010 @ 16:58:55)
# 4
Bellissime parole lontane però anni luce dalla realtà, almeno nel calcio...
Di  G*  (inviato il 19/01/2010 @ 14:52:23)
# 5
il calcio giovanile riuscira' mai a scrollarsi di dosso il calcio dei "grandi"
Di  giovanni  (inviato il 19/01/2010 @ 22:24:28)
# 6
mercoledì, io c'ero... in qualità di mamma... una serata dove la riflessione sul tema, non è da sottovalutare... Ogni tanto mi è possibile scendere in campo con i ragazzi (amo la fotografia, e per di più quella sportiva,) dove giocano (a calcio) i miei figli... così ho la visione della tribuna ma anche di ciò che puoi percepire in campo. Noto che i bambini ce la mettono proprio tutta... ma mi chiedo se è per puro divertimento personale o per dimostrazione a noi genitori che, a volte, davvero, pretendiamo troppo dai nostri figli... E dalla parte delle società ho l'impressione, che a certi livelli questi bambini sono solo numeri, e che quindi essi debbano dimostrare di essere un "tal numero"... a discapito di qualcun altro, costretto a rimanere in panchina... Sono convinta, che a quest'età ogni bambino abbia il diritto di mettersi in gioco, (come ripetuto più volte durante la serata)... però non arrabbiamoci (noi genitori) se qualche volta notiamo "errori" (o disguidi) tra le scelte degli allenatori... ma parliamone, dapprima con loro, chiediamo... non è proibito! Lo ritengo un modo per migliorarsi a vicenda nella crescita sportiva di nostro figlio... un'ultima cosa: non chiediamo ai nostri figli di essere vincenti in una competizione ma di partecipare per fare sport, soltanto... sportivamente.... Grazie della bella serata... alla prosima!
Di  Adriana  (inviato il 29/01/2010 @ 14:48:30)
# 7
Condivido pienamente le tua parole in merito al chiedere agli allenatori...il problema che non sempre c'è la volontà di spiegare certe scelte e/o la capacità stessa di capire l'errore...
Di  G*  (inviato il 01/02/2010 @ 10:13:58)
# 8
Trovate un breve resoconto della serata all'indirizzo: http://www.alessiofranchina.it/blog/2010/01/a-gandino-per-parlare-di-sport-educazione/
Di  alefrenk  (inviato il 23/02/2010 @ 23:41:08)
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